mercoledì, marzo 23, 2016

Selfie

Amiche chattarole da quasi una ventina di anni...praticamente una famiglia.
Vi voglio bene, ragazze!

mercoledì, marzo 16, 2016

Premiata Forneria Marconi.

Mito della mia adolescenza, finalmente un concerto dal vivo della PFM.
In "piccionaia", ultima fila del teatro delle Celebrazioni, con una buonissima acustica.
Franz Di Cioccio è un folletto sempre in movimento, con le bacchette infilate nella cinta dei pantaloni e le movenze di un ballerino mentre racconta e segue la musica. E quando va alla batteria ecco che il ritmo cambia, diventa veloce, incalzante, gareggia con lo stupendo basso di Patrick Djivas, una leggenda, talentuoso musicista che sembra indifferente a tutto, sul palco, e invece...basta uno sguardo da dietro gli occhiali scuri, un piccolo cenno della testa e tutto funziona.
L'energia che si sprigiona è straordinaria e quando inizia Impressioni di settembre, per un attimo, il teatro ammutolisce, trattiene il respiro e poi comincia a cantare all'unisono.
E' una grandissima emozione.
E a fine concerto, i volti di tutti sono felici, sorridenti, soddisfatti.
Sessantenni all'attacco!

mercoledì, marzo 09, 2016

Nel gorgo della pasta madre

Eccola qui, la mia "creatura".
E' proprio come un figlio: va accudita, coccolata, nutrita, fatta crescere....
Ammetto di avere avuto dubbi e resistenze. Ho provato e riprovato. Con mille incertezze, molte arrabbiature, tante perplessità.
Molte amiche me ne hanno regalato un po' e altrettante volte sono riuscita a farla morire. Non volevo piegarmi ai suoi bisogni, alle sue necessità. Volevo conservare la mia libertà di poter fare pane o pizza nel giro di poche ore, utilizzando il lievito di birra, senza bisogno di programmare.
Ovviamente usavo il lievito di birra fresco, appositamente comprato dal fornaio in panetti da 500 g., perchè comunque da anni il pane lo faccio in casa, lasciando il lievito liofilizzato ai momenti di emergenza. Poi però sotto sotto c'era questo tarlo divorante, che quasi tutte le amiche panificavano usando la pasta madre, producendo non solo pani di ogni forma, tipo, farina, sapore, ma anche altre cose mirabolanti come torte vesuvio o torte delle rose, tortani, muffin e quant'altro...
Come potevo essere così inetta? Proprio io che cerco in tutti i modi di autoprodurre qualsiasi cosa?
Io riesco a produrre il latte di soia e il tofu, mi faccio in casa il seitan, sono in grado di produrre yogurt di ottima qualità e non sono in grado di gestire un pugno di batteri? Inaccettabile!
Così, con molta umiltà, sono andata a lezione dalla Antonella Scialdone, vera guru, che con molta pazienza mi ha spiegato e regalato un po' della sua preziosissima produzione...che dopo qualche mese sono riuscita a far morire...Però seguendo le indicazioni del suo libro ho prodotto la mia, ed eccola qui, la mia "bambina" che oramai ha un paio di mesi, e da 15 giorni mi ha regalato buon pane e buonissima pizza.
E non c'è niente come il profumo del pane che cuoce in forno a fare atmosfera di casa, a inondare il cuore di allegria, soprattutto nelle giornate fredde e piovose come oggi.

mercoledì, marzo 02, 2016

E' già primavera....voglia di frivolezze.

Era Natale proprio l'altro ieri, mi sono distratta un attimo e siamo già a marzo.
Dopo un inverno che è stato un prolungato autunno, con bellissime giornate di sole, ecco che ora che dovrebbe essere l'inizio della bella stagione fa freddo (ma è solo un'impressione) e piove...
Ma io rispolvero una vecchia foto piena di luce e colore perchè comunque fra poco sarà ufficialmente primavera.
Periodo di risveglio, si ricominciano tante cose, vengono in mente nuovi progetti e si comincia a pensare al guardaroba...Eh sì, perchè io non mi ricordo proprio che cosa ho nell'armadio e dentro i cassetti, ancora pieni di maglioni pesanti. Le camicie le ho tutte lì davanti a me, appese nelle loro grucce, ma le camicie sono trasversali, si usano estate e inverno, autunno e primavera, a  parte quelle con le maniche corte. Ma le magliette, i pantaloni più leggeri? Bene, nelle prossime settimane comincerà il Grande Riordino dell'Armadio e dei Cassetti...Chissà quali grandi scoperte riuscirò a fare...

giovedì, dicembre 24, 2015

NATALE 2015



TANTI AUGURI DI UN SERENO NATALE DI PACE

mercoledì, dicembre 16, 2015

Onnivori, vegetariani o vegani?

Da 8 anni sono vegetariana. E' stata una scelta dettata principalmente da una problematica diciamo così di salute, nel senso che, dovendo vivere lontana da casa per molti mesi, e mangiando sempre nello stesso posto, dopo avere scoperto da chi si approvvigionavano con la carne, preferii evitarla del tutto. Non è stata una scelta dolorosa, la carne mi è sempre piaciuta molto poco, a parte quando è elaborata, sotto forma di polpette, polpettoni, spezzatini, arrosti...ma non mangiarla, eliminarla del tutto dalla mia vita non è stato per niente un sacrificio. Sarebbe un sacrificio molto più grande eliminare totalmente i formaggi, per dire...
La cosa più difficile comunque è stato abbandonare soprattutto il prosciutto crudo: ogni tanto ne sentivo il profumo, ancora più allettante della mortadella, e qualche volta una fettina o due le mangiavo, ma l'ultima volta che ne ho assaggiato un po' ho sentito il sapore della carne cruda, per me molto disgustoso, e ho completamente smesso.
Ogni tanto mangio pesce, ma più per motivi "sociali": è più semplice mettere d'accordo tutti.
Ed è questo dover mettere d'accordo tutti che mi disturba un po'...
Nel percorso vegetariano ho incontrato, ad un certo punto della mia vita, i vegani, persone che hanno deciso, per un profondo senso etico, di eliminare ogni alimento di derivazione animale o che possa comportare  sfruttamento o dolore agli animali. Confesso di non avere un così alto senso etico, ma ci sono anche motivazioni di ordine igienico-sanitario. Ho così cominciato a studiare e a frequentare corsi di cucina per imparare a cucinare in una maniera alternativa, per allargare i miei orizzonti e non restare legata a doppio filo alla cucina emiliana.
Intanto ho imparato ad usare frutta e verdura di stagione, non solo perchè si risparmia, ma anche perchè contengono le sostanze nutritive utili ad affrontare la stagione nella quale questi prodotti crescono e vengono raccolti.
Poi ho imparato a conoscere, e anche a preparare in casa, alimenti molto usati nella cucina orientale, molto meno nella nostra: seitan, tofu, tempeh...
All'inizio mi aiutavano molto a sostituire la classica fettina di carne o l'hamburger che si mettono a cuocere all'ultimo secondo quando si arriva a casa trafelati e affamati. Poi ho imparato a organizzarmi, e utilizzo molto di più i legumi classici: fagioli, lenticchie, ceci, cicerchie, fave, fagiolini...
Rivisito molte ricette, trasformandole in chiave vegana, e mi diverto anche a pubblicare i risultati, molto buoni. E ogni volta ecco la polemica: il ragù è solo quello di carne, i tortellini sono solo quelli tradizionali con la carne...insomma, una grandissima polemica come se facessi un peccato mortale.
Io non mi sono mai permessa di giudicare chi si mangia mostruose fiorentine al sangue o adora  i tortellini, sono contenta per loro. Quello che non capisco è perchè debbano sindacare su quello che mangio io, arrogandosi il diritto di dire è buono-non è buono, fa schifo-non fa schifo, è o non è...
Io non dico i tortellini fanno schifo, semplicemente preferisco non mangiarli. Fine. E però  adoro sperimentare ripeni diversi da quello classico, lasciando la forma. Del resto nessuno protesta se Majani produce il tortellino di cioccolata.
La cucina vegana può essere altrettanto creativa di quella onnivora. Perchè precludersi altre possibilità? Oltretutto molte ricette regionali sarebbero prettamente vegan, utilizzando cereali, legumi e verdure senza alcun apporto di elementi animali, che sono stati aggiunti quando le condizioni socio-economiche sono migliorate.
Quindi, per cortesia, ogni volta che vedete qualche foto di cibo tradizionale rivisitato in chiave vegana, invece di protestare dicendo che no, non è quello che si dichiara ma un'altra cosa, provate a gustarlo: sicuramente allargherete i vostri orizzonti.

sabato, agosto 29, 2015

La foto senza foto

Dopo tanto tempo, una passeggiata nel mercato della Piazzola. Solo per guardare, senza cercare niente, lasciandosi riempire di tutto quello che c'è, divertendomi ad ascoltare e a guardare. Tante lingue diverse, chi parla indi, chi arabo, chi russo o qualche altra lingua slava. C'è anche chi parla italiano, ma certo con inflessioni e cadenze che lasciano pochi dubbi sulla nazionalità: signola, tu volele mutande? pancela?...e ti volti e vedi due meravigliosi occhi a mandorla in un faccino giovanissimo tutto teso a cercare di capire cosa può piacere alla cliente che sta rovistando fra la merce sul banco.
I colori degli abiti delle donne musulmane, i loro veli acconciati nei modi più diversi, sempre coordinati con ciò che indossano mi colpiscono sempre. Con il caldo che fa penso che siano davvero delle donne straordinarie, io faccio fatica a sopportare anche i capelli, e li ho pure cortissimi! Sono tante, allegre, tutte molto giovani e guardano e scelgono le cose con molta attenzione, anche cose per i loro mariti. Poi ci sono le ragazze di colore, con acconciature pazzesche. Non so cosa avrei dato per potermi fare, almeno una volta nella vita, un'acconciatura piena di treccine come le loro. E portano vestiti coloratissimi di giallo e arancio e verde e turchese, tutti mescolati insieme a formare fantasie azzardatissime. Mostrano il loro corpo senza imbarazzo, minigonne, calzoncini, scollature e canotte attillate, per loro la bellezza non è certo quella filiforme propinata dalle riviste di moda, tutt'altro!
Mi fermo al banchetto delle piante per guardare se hanno delle aromatiche che mi possano interessare. C'è il cartello con i prezzi, rigorosamente scritto a mano. Quasi quasi mi compro una pianta di Osmarino...