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venerdì, gennaio 10, 2020

L'AMICA CREATIVA

Io sono una persona davvero molto fortunata, circondata come sono da splendide amiche che fanno cose bellissime.
Isabella è una bravissima fotografa, ma anche una tenerissima mamma che ha voluto raccogliere le ricette dei dolci che sua figlia Elsa amava fare, e tutt'ora fa, quando aveva solo 12 anni. Sono ricordi teneri, bellissimi, intimi, che mi fanno ricordare  quando in cucina, sotto lo sguardo attento della nonna e della mamma, facevo i primi passi nell'arte culinaria e anche quando, con i figli piccoli, in occasione delle feste o nei lunghi e noiosi pomeriggi invernali, sperimentavamo biscotti, pancake e ciambelloni che continuano ad allietare il nostro ritrovarsi insieme. Perchè certi profumi e certi sapori ci legano indissolubilmente.

lunedì, marzo 26, 2012

TORTA di ERBE

Ultimamente ho cominciato a sperimentare l'uso di farine alternative al grano, ma non è sempre facile, così mi son buttata alla ricerca di pubblicazioni sul pane e anche sulla cucina vegetariana, ma che possa piacere anche a chi vegetariano non è. La ricetta di questa torta salata l'ho trovata su Sorprese di pane, Macro edizioni, a cura di Silvia Strozzi. Naturalmente ho dovuto apportare qualche modifica, rispetto alla ricetta originale, che vorrebbe le erbette di campo, oltre agli spinaci.
Ingredienti per la pasta: 300 g. di farina di avena, 100 g. di farina 0, 50 g. di pangrattato per la teglia, 3-4 cucchiai di olio extravergine , 40-50 ml. di acqua.
Ingredienti per il ripieno: 300 g. di spinaci, 350 g. di bietole (nella ricetta originale ci sarebbero 150 di ortiche o tarassaco e 200 g. di erbette), 4-5 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 porro, 1 cucchiaino di asa foetida al posto di uno scalogno.

Ho mondato e lavato spinaci e bietole, pulito il porro e affettato sottilmente. In una teglia ho messo 3 cucchiai di olio di oliva extravergine, l'ho scaldato e ho messo un cucchiaino di asa foetida, che è una spezia che sostituisce egregiamente lo scalogno, o l'aglio e la cipolla, non avendone gli effetti collaterali, e l'ho mescolata bene all'olio, ho fatto scaldare un po' poi ho aggiunto spinaci e bietole e ho coperto, lasciando stufare il tutto. Nel frattempo ho impastato le due farine con l'olio e l'acqua fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo che ho messo in frigo a riposare per una mezz'oretta.
Ho acceso il forno perchè si scaldasse a 180°.
Ho frullato grossolanamente le verdure, dopo averle fatte asciugare bene e averle aggiustate di sale, e ho aggiunto il pecorino grattugiato.
Ho diviso in due l'impasto e con il mattarello le ho stese in due sfoglie, una l'ho usata per foderare la teglia unta di olio e cosparsa di pangrattato, ho versato le verdure frullate, poi ho coperto con la seconda sfoglia che ho bucherellato. Siccome c'era un'eccedenza di pasta con gli stampini dei biscotti ho fatto dei cuoricini che ho applicato sopra la torta aiutandomi con un po' di acqua, poi ho spennellato la torta con olio e ho messo in forno per 45 minuti.
Andrebbe mangiata calda, ma è buona anche fredda.
A mio parere sulla superficie della torta andrebbe cosparso un po' del sale grosso per renderla un po' più appetitosa e i cuoricini potrebbero essere spolverizzati di pecorino o parmigiano.
Questa ricetta ricorda molto quella delle torte salate ebraiche di Pasqua, senza lievito, ma anche senza uova.

venerdì, giugno 10, 2011

Ritorno in cucina

Da diversi anni verso la metà di giugno ci troviamo a casa di una carissima amica, l'Alberta, per salutarci prima delle vacanze estive. E di solito in questa occasione si mangia una fantastica paella alla Catalana, quella con il pesce per intenderci, cucinata in modo sublime dalla Carmen, la cognata della mia amica Alberta. Ovviamente la paella è il piatto forte della serata, a cui si aggiungono tante altre cosettine sfiziose, ma la paella è la regina della tavola. Di questo si ragionava con delle amiche e secondo me era troppo difficile e impegnativo farla, ma poi sono ricorsa all'applicazione di Giallozafferano sul mio iPhone e mi sono ritrovata con la ricetta della paella alla valenciana, con solo carne di pollo e coniglio: proprio quello che faceva al caso mio visto che Filippo non mangia pesce. Tra l'altro casualmente avevo tutti, ma proprio tuttitutti gli ingredienti, a parte la carne che ho comprato nel pomeriggio, e così ho deciso: la mattinata dopo era libera da impegni, potevo concentrarmi in cucina. Rispetto alla ricetta di Giallozafferano ho aggiunto i piselli e ho messo un po' di curry al posto dello zafferano (ecco, quello mi mancava...)
Ecco la lista degli ingredienti, giusti giusti per 4 persone: 400 g. di riso, 400 g. di pollo, 400 g. di coniglio, 150 g. di peperoni rossi, 150 g. di taccole o di fagiolini, 200 g. di fagioli bianchi di Spagna già cotti (in barattolo), 150 g. di piselli, 1,200 l. di brodo di pollo caldo (ma va bene anche solo l'acqua calda), 200 g. di passata di pomodoro, 8 cucchiai di olio di oliva extravergine, 1 cucchiaino di paprika, 1 cucchiaino di peperoncino dolce, 2 bustine di zafferano o 2 cucchiani di curry, sale q.b.

Ho tagliato a bocconcini i due tipi di carne, poi ho preso la mia padella che uso normalmente per friggere e lì mi sono resa conto che per la paella è necessario un bel padellone grande grande che io non ho, così ho optato per la wok, molto più capiente. Ho messo l'olio, un po' di sale, ho fatto scaldare e ho messo a rosolare la carne.  Nel mentre ho pulito fagiolini e peperoni (le taccole non le avevo, i fagiolini sì) e li ho tagliati: i fagiolini in tre e i peperoni a falde piuttosto piccole. Ho aggiunto le verdure alla carne e anche i piselli, surgelati, e ho lasciato cuocere per una decina di minuti, poi ho aggiunto la passata di pomodoro, i fagioli e il brodo, poi tutte le spezie, ho mescolato bene, aggiustato un po' di sale e cosparso il riso su tutta la superficie, poi ho lasciato che tutto cuocesse senza più rimescolare. Però guardavo bene bene, nel terrore che il riso restasse crudo e il brodo non si asciugasse....Per evitare di diventare ansiosa e mettermi a rimescolare il tutto, ho apparecchiato per bene la tavola, ho fatto un girettino per casa, ho ascoltato la radio, fatto due chiacchiere con i figli, che 20 minuti sono lunghisssssssssimi da far passare. Del resto anche Jerome K. Jerome in Tre uomini in barca (per non parlar del cane) raccomanda di non guardare MAI il pentolino dell'acqua per il tè, perchè da dispettoso qual'è se lo guardi non si mette di certo a bollire, mentre se fai l'indifferente, dici che proprio non hai voglia di tè e che forse lo farai più tardi, ecco che il pentolino fa bollire l'acqua immediatamente....Lo stesso è successo con la mia paella, in 20 minuti il brodo si è asciugato e il riso si è cotto alla perfezione!
Ed ero così soddisfatta da dimenticarmi di fare la foto! Però era così buona!

mercoledì, gennaio 19, 2011

Torta Vesuvio

Su Faccialibro faccio parte di un gruppo di mamme, e anche un papà, che amano cucinare e fotografare le loro produzioni culinarie. E' un gruppo variegato come età e come provenienze geografiche, e anche come gusti, così ci scambiamo ricette di ogni tipo, sia delle varie tradizioni regionali, sia con contaminazioni da paesi diversi dall'Italia. La caratteristica che però accomuna il gruppo è quella di fare una torta partticolare, la torta delle rose, sia dolce che salata, torta della sorellanza, in un qualche modo.
Io non l'ho mai fatta e oggi per la prima volta mi sono prodotta in una variante salata.
Ecco la ricetta.
Ingredienti: 3 uova, 100 g. di latte, 100 g. di burro ammorbidito, 25 g. di lievito di birra (o 1 bustina di lievito di birra liofilizzato), 550 g. di farina, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 2 cucchiai di parmigiano. il ripieno di questa torta è fatto con 200 g. di emmenthal grattugiato e 200 g. di prosciutto cotto affettato e poi fatto a quadratini.

Sciogliere il lievito nel latte tiepido con il cucchiaino di zucchero e un po' di farina, sulla spianatoia mettere a fontana la farina restante, ponendo sul bordo il sale, il parmigiano e i pezzettini di burro. Versare nel centro il lievitino e poco alla volta impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo le uova già sbattute per ultime. Impastare vigorosamente fino ad avere un impasto liscio ed elastico. Mettere l'impasto in una terrina, coprire e lasciare lievitare per un'ora e mezza fino a che l'impasto non raddoppia il suo volume. terminata la lievitazione, suddividere l'impasto in palline di circa 50 g. l'una: ne vengono circa 16 o 17.  Con il mattarello stendere ogni pallina e riempire ogni piccola sfoglia di circa un cucchiaio abbondante ripieno, poi chiudere come un fagottino. posizionare i fagottini con la chiusura all'ingiù in una tortiera abbastanza grande imburrata e infarinata, tenendoli vicini uno all'altro. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto e cospargere di semi a scelta, io ho usato quelli di sesamo. Infornare in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Sfornare e attendere un po': la torta va servita tiepida.

Tatin salata ai pomodori

Casa rinnovata, forno nuovo, quale migliore occasione per inaugurarlo di una bella (e anche molto buona) torta salata? Così sfoglia sfoglia riviste varie fra cui La Cucina Italiana sull'iPhone ho trovato la ricetta che faceva per me.
Occorrono: 2 zucchine, aglio, grana grattugiato, basilico, olio extravergine d'oliva, 8 pomodori ramati, 1 rotolo di pasta sfoglia, 1 peperone giallo, pepe, sale, 3 fette di pancarrè macinato, pinoli.
Si scottano i pomodori, si pelano, si tagliano a metà, si svuotano, si salano e si mettono capovolti in un piatto a spurgare. Si arrostisce il peperone, lo si pela e lo si priva dei semi e delle membrane e lo si riduce a dadolini. Si tagliano a dadolini anche le zucchine. Si saltano le zucchine in padella con aglio, olio e appena sono appassite si unisce il peperone, sale e pepe e si spegne. Si mescola il pancarrè tritato alle verdure insieme a 2 cucchiai abbondanti di grana e basilico tritato (io non l'ho messo perchè non è stagione e non mi piace quello secco). Tamponare e asciugare i pomodori con la carta da cucina, riempirli con la dadolata di zucchine e peperone, oliare una tegli di circa 29 cm. di diametro, coprire con un disco di carta da forno, oliare molto abbondantemente e cospargere con grana e 40 g. di pinoli. Disporre nello stampo i pomodori con la farcia rivolta verso l'alto. Srotolare la pasta sfoglia e bucherellarla con una forchetta, poi stenderla sui pomodori coprendoli e rincalzarla ai bordi. Infornare in forno già caldo a 200° per 35 minuti, poi sfornare la torta su un piatto piano che possa andare in forno, spolverizzare con altro grana e rimettere in forno sotto al grill per far tostare i pinoli. Servire la tatin appena sfornata.

Questo è stato il mio personalissimo "ben tornata" in cucina!

sabato, dicembre 20, 2008

L'angolo della ricetta!


CROSTATA DI POMODORI
Questa fantastica crostata salata me l'ha insegnata un caro amico, che me l'ha preparata per il mio compleanno. Io l'ho trovata veramente ottima e la ricetta originale è sul forum di ricette dei conigli a cui collaboro, scritta di suo pugno dall'autore. Però, siccome io sono la solita rompina, ho voluto fare alcune modifiche e così ecco qui la mia, di crostata.
Ingredienti: 300 g. di burro; 150 gr. di farina; un cucchiaio circa di parmigiano grattugiato; 2/3 uova intere; 800 gr. circa di pomodori freschi; 100 gr. di pomodorini; 2 scalogni; olio, sale, pepe, paprika,
prezzemolo, rosmarino, basilico, maggiorana.
Esecuzione: preparo la pasta per la crostata impastando insieme la farina con il burro ammorbidito e fatto a pezzetti, un po' di sale, il rosmarino tritato e un po' di maggiorana e il cucchiaio di parmigiano grattugiato, aggiungendo un cucchiaino o due di acqua se l'impasto risulta troppo "duro". Quando tutto è bene amalgamato, faccio una palla con la pasta, l'avvolgo nella pellicola e metto in frigo per un'oretta.
In una terrina metto i pomodori tagliati a dadolini piuttosto piccoli, tutte le erbette profumate, gli scalogni affettati finemente e le uova e mescolo tutto.
Sulla spianatoia stendo con il mattarello la pasta, aiutandomi con la carta da forno perchè la pasta risulta comunque piuttosto friabile e quindi quando sarà stesa sarà più agevole posizionarla in una teglia con bordi alti, lasciando ricadere all'infuori l'eccesso di pasta.
Verso il miscuglio di uova e pomodori, richiudo i bordi e se mi avanza ancora pasta posso decorare la superficie con il classico graticciato di pasta tipo crostata. Come si evince dalla foto, io ho preferito lasciare la pasta un po' più grossa e così non ho decorato! Taglio a metà i pomodorini ciliegini e decoro la superficie della crostata, poi metto in forno già caldo a 180°-200° per circa un'oretta, o comunque fino a che il classico stuzzicadenti non esce asciutto.
Cospargo la superficie con pepe e paprika e servo calda! Però è ottima, anzi forse migliore, fredda, o riscaldata, il giorno dopo.

mercoledì, marzo 21, 2007

Coincidenze


E' tornato freddo. E contemporaneamente, avvicinandosi la Pasqua, i pazienti hanno cominciato a regalare uova a non finire. Ma non uova di cioccolato. Così mi sono ritrovata con una quarantina di uova in frigorifero. Il pomeriggio libero e la presenza in frigo, oltre delle suddette uova, anche di formaggio spalmabile, hanno fatto sì che dopo mesi e mesi di astinenza, io abbia composto il famoso ciambellone.
Mi diverte prepararlo. Ho messo sul tavolo di cucina tutti gli ingredienti: il formaggio, lo zucchero mischiato alla vaniglina in una ciotola, le uova, la farina in un'altra ciotola insieme alla bustina di lievito, la teglia imburrata e infarinata, la ciotolona dove mescolare tutti gli ingredienti con la frusta a mano, che preferisco al cucchiaione di legno perchè mi sembra di fare meno fatica. Non so perchè, ma vedere tutte le ciotole sciorinate sul tavolo mi mette allegria.
Lavoro con cura il formaggio e lo zucchero con la vaniglina e già un buon profumo si spande per la cucina. Aggiungo le uova una alla volta, incorporandole bene, e per finire la farina con il lievito, metto nella teglia, quella con il rialzo per fare la classica ciambella con il buco nel mezzo e inforno. Dopo un po' la cucina, e tutta la casa, è invasa dal dolce profumo della torta. I ragazzi emergono come lucertole dalle loro tane e vengono a vedere cosa sta succedendo in cucina. Filippo, il più grande, che normalmente non mangia dolci, si prenota per assaggiare la prima fetta. Sono davvero molti mesi che non faccio dolci! E il profumo di questa torta in particolare richiama alla mente l'estate: la preparo sempre per la colazione del mattino quando siamo all'eremo, in agosto, in tanti. E' il profumo delle vacanze, dell'amicizia, dell'allegria di avere gli amici intorno e condividere con loro anche il risveglio del mattino.

Per chi è curioso, ecco gli ingredienti con le dosi: formaggio spalmabile tipo philadelphia 1 confezione da 200 o 250 g.; 300 g. di zucchero; 1 bustina di vaniglina; 3 uova; 300 g. di farina; 1 bustina di lievito vaniglinato per dolci. La torta cuoce in forno a 180° per circa 45 minuti.

lunedì, gennaio 22, 2007

I finocchi di Cecio

La mia amica Cecio è sempre impegnatissima, spesso viaggia per lavoro e quindi ha pochissimo tempo da dedicare alla cucina. Però è una buongustaia, quindi cerca sempre di coniugare il poco tempo con invece un sano amore per il buon cibo.
Tempo fa, ospite da lei in una delle mie solite peregrinazioni romane per congressi, mi ha fatto assaggiare questi finocchi, che ho trovato adorabili, anche se poi io ho fatto una sostanziale modifica.
Ingredienti: finocchi in quantità a piacere, una bustina di zafferano, sale e pepe quanto basta, uno spicchio di aglio.
Pulisco ben bene i finocchi, togliendo le foglie superficiali che sono più dure, e li taglio prima in 4, poi in otto e così via fino ad ottenere delle fettine piuttosto sottili, ma non troppo. In un tegame basso faccio appassire appena l'aglio in pochissimo olio extravergine di oliva e aggiungo i finocchi, incoperchio e lascio stufare a fuoco basso. Dopo poco aggiungo il sale e due cucchiai di acqua tiepida nella quale ho sciolto la bustina di zafferano. e lascio finire di cuocere, sempre a tegame coperto, fino a che non si è sciugata l'acqua. Spengo e servo. I finocchi devono restare ancora un po' croccantini e non appassirsi del tutto.
La modifica che ho fatto è stato sostituire lo zafferano con del curry, che mi piace molto di più.
A volte questi finocchi invece di mangiarli così, li uso per condire la pasta o il riso.

domenica, ottobre 15, 2006

Crema di zucca a modo mio

Dopo ampia e faticosa consultazione sul web e sui ricettari delle amiche, nonchè sui sacri testi della cucina italiana, tipo Il Talismano della Felicità, ho deciso di inventarmi io qualcosa di poco elaborato! Quindi ho preso la mia bella zucca e mezzo (con l'altra mezza ci ho fatto il risotto), l'ho spellata e l'ho fatta a cubetti. Poi ho tagliato grossolanamente due belle cipolle bianche, piuttosto grandi. Ho fatto leggermente soffriggere la cipolla e poi ho aggiunto i pezzi di zucca e ho fatto andare il tutto per un po'. Nel frattempo ho pelato e fatto a pezzi tre patate miserelle che languivano solitarie e ho aggiunto pure esse, ho aggiunto un litro d'acqua calda, un po' di sale, ho chiuso la pentola a pressione e l'ho fatta andare per 10 minuti dal fischio, dopodichè ho spento, fatto sfiatare, aperto e frullato con il frullatore a immersione, ho aggiunto un bel po' di pepe e di noce moscata e ho servito cospargendo il tutto di abbondante parmigiano.
E' stato un vero successo, sono ancora lì tutti che si leccano le orecchie!
Ora mi resta una sola zucca! Le altre sono riuscita a distribuirle tutte!