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martedì, marzo 22, 2022

DENTROFUORI


 Eccomi qui, dopo almeno 5 anni dall'ultima mostra, con un lavoro fatto a quattro mani insieme alla mia amica Monica Vezzani. Nasce dalle nostre passeggiate in zona rossa, fatte per sfuggire alla chiusura, anche mentale, che si stava pericolosamente appropriando delle nostre menti e dei nostri corpi. Così, con la scusa dei vari mercatini alimentari, abbiamo sconfinato per i vicoli, sotto i portici, per le piazze meno frequentate e ci siamo riappropriate di una bellezza di solito nascosta, invisibile ai più per la distrazione con cui normalmente camminiamo nei nostri luoghi presi dalla fretta della quotidianità. Il covid ci ha regalato, anche se in maniera un po' forzosa, tempi lunghi, funzionali alla meditazione che nel nostro caso è stata quasi aristotelica, peripatetica, visto che si camminava parlando e fotografando.  Dunque una mostra non precisamente sulla pandemia, ma durante...               Un grazie del tutto speciale va al nostro curatore, Paolo Grandi, che ha creduto da subito a questo nostro progetto, se n'è impossessato con passione ed è riuscito a mettere ordine prima di tutto nelle nostre teste, poi nelle nostre foto, che erano molte di più di quelle che presenteremo, e infine ha saputo organizzare e verbalizzare i nostri pensieri e le nostre emozioni caotiche.

venerdì, marzo 08, 2019

SENTIERI DI SPERANZA E DISPERAZIONE

Yannis Behrakis fotoreporter scomparso qualche giorno fa, il 2 marzo, era fortemente impegnato nel mostrare al mondo gli orrori delle guerre che costringono intere masse di persone ad affrontare l'altrettanto orrore della fuga, della perdita della dignità, l'orrore della reclusione avendo come unico reato l'appartenere ad una religione diversa o ad una ideologia differente.
Attraverso le sue immagini e i suoi resoconti nessuno potrà più dire "Io non lo sapevo".
E queste foto sono bellissime, raccontano dolore, disperazione, fatica, freddo, paura, ma anche momenti di relativa normalità in cui si riesce anche a giocare e a fare ridere un bambino in un campo profughi. Sono foto belle, perfette nella loro esecuzione, foto che fanno emozionare e fanno riflettere su dove e come sono state scattate: accanto a questa umanità sofferente, camminando con loro, al loro fianco, condividendone le paure e le difficoltà.
Pensiamo allora a vedere in altro modo chi arriva, impariamo a capire e ad accogliere, cerchiamo di cancellare pregiudizi e stereotipi. E dall'altra parte cominciamo ad essere più responsabili per quanto riguarda i nostri consumi: spesso ricadono pesantemente, rendendole schiave, proprio sulle popolazioni più povere costringendole ad andarsene dalle loro case. Ricordiamoci: "Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l'acqua non sia più sicura della terra..."(Warsan Shire, Home)

lunedì, marzo 04, 2019

POLAROID

"Ogni foto significa che so dove ero ogni minuto. Ecco perché faccio fotografie. E' un diario visivo".
Non so se nel mio caso è proprio così. O meglio, è così solo in parte. Io amo raccontare storie con le mie foto, non è solo il mio diario personale. Ma una passione con Andy la condivido: la Polaroid! Ne ho possedute diverse, misteriosamente scomparse nel tempo, buttate da altre persone durante i vari traslochi sostenuti, senza chiedermi se volevo conservarle o meno.
La Polaroid è la vera istantanea, scatti e subito dopo hai la tua stampa, meglio addirittura del telefonino! E non è vero che non sia riproducibile, basta avere un po' di pazienza e di tecnica.
Warhol fotografava tutti quelli che entravano alla Factory, amici, conoscenti, clienti. Non era solo una documentazione del momento ma era anche la base su cui lui poi lavorava elaborandole.
E Warhol è sempre stato uno degli artisti moderni che più mi hanno incuriosito, con tutta la sua corte di personaggi che hanno fatto la storia dell'arte, della fotografia, della musica degli anni 80: Robert Mappelthorpe, Patty Smith, Lou Reed, Nico, Basquiat, Keith Haring, persino una giovanissima Madonna...Anni incredibili in cui tutti questi artisti si ritrovavano a sperimentare nuove forme artistiche e nuovi materiali, non solo droghe di vario tipo e svariati approcci sessuali, in una New York straordinariamente viva, camminando sul lato selvaggio della vita!

giovedì, giugno 14, 2018

Tempo di mostre

Un bell'evento che mette insieme pittura, fotografia, poesia e teatro. Sono emozionata!

lunedì, giugno 04, 2018