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lunedì, aprile 23, 2018

ENTANGLEMENT

Significa aggrovigliato, garbuglio, ingarbugliato. Ma nel linguaggio scientifico è il legame che si instaura tra due particelle generate dalla stessa matrice. Due protoni che si dividono e vengono separati, allontanati, portati a grandissima distanza l'uno dall'altro rispondono nello stesso identico modo nel medesimo istante quando uno dei due riceve uno stimolo.  Se questo avviene per due elementi semplici, penso che lo stesso possa accadere anche a noi esseri complessi, fatti di accumuli di protoni e neutroni. E allora non esiste più la lontananza, nemmeno la morte, perché continuiamo ad essere legati, in questo grande garbuglio che è la vita, da un legame che non è possibile interrompere e quello che penso e sento anche l'altro lo avvertirà, con la stessa intensità, con lo stesso spleen. Ovunque egli sia e sia che sia allo stato materiale o immateriale.

giovedì, febbraio 04, 2010

La prima cosa bella


Ieri sera, invogliati da Sandra, amica cinefila, abbiamo deciso di andare con lei al cinema. In un qualche modo dobbiamo ricominciare a vivere, altrimenti rischiamo di rimanere intrappolati dentro il nostro dolore, dentro il nostro lutto. Sandra era un po' perplessa, avendo letto la trama, noi eravamo pressochè ignari. Ed è stato una piacevole sorpresa. E' la storia di un figlio che costretto dalle circostanze torna a casa per aiutare la sorella ad assistere la madre morente di cancro nelle ultime settimane di vita che le restano e attraverso i ricordi si riconcilia con lei ma anche con sè stesso. E' una bella storia di amore, anzi, di amori: quello della madre per il padre, nonostante la gelosia e la violenza di lui, di amore per i figli, al punto da nascondere persino a sè stessa certe umiliazioni, certe violenze da parte degli uomini ma anche dalla stessa sorella, di amore dei figli verso la madre, che decidono di riportarla a casa dall'ospedale e di oganizzarle una festa di nozze con l'uomo che comunque l'ha sempre rispettata e difesa e capita. E c'è il profondo amore per la vita di questa madre che nonostante tutte le vicissitudini, la fatica di vivere, la ribellione di un figlio amatissimo ma molto chiuso, riesce comunque sempre a vedere i lati belli della vita, riesce a continuare ad amare profondamente e a capire i propri figli e a perdonarli.
Sandra temeva che, davanti alla situazione di malattia, avremmo potuto soffrire, invece è stato consolante rivedere sullo schermo le nostre scelte. La sera che Lucia è morta, subito dopo la sua morte la casa si è riempita di suoi e nostri amici e abbiamo vegliato per lei recitando il rosario e cantando, e lo stesso è stato due giorni dopo al suo funerale: non applausi, ma tanti canti gioiosi, una messa pasquale come lei avrebbe voluto, e dopo una vera festa a casa, con gli amici più amati, con tutta la famiglia riunita, una famiglia allargata anche a chi non ha con noi legami di sangue, ma di affetto. Lo stesso abbiamo ritrovato in questo piccolo film, che non è un capolavoro, ma che con pudore, in punta di piedi, anche con ironia, parla di grandi sentimenti e di scelte coraggiose.