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domenica, febbraio 23, 2020

VOGLIA DI MARE

Da quando lavoro alle terme, e sono molti anni oramai, non ho più fatto le classiche vacanze al mare, quelle che  facevamo con i figli in Sardegna, cambiando spiaggia ogni giorno, portandoci dietro il pranzo, le pinne e la maschera e poco altro. Vacanze a inizio estate, tra fine giugno e primi di luglio, con poca gente in giro e il profumo salmastro del mare e della macchia mediterranea. Lunghissimi bagni in un mare salato e trasparente che ci mostrava meraviglie incredibili, ore a giocare con le stelle marine, rovesciandole a pancia in su per aspettare che come dei neonati si rivoltassero, o aspettando che il polipo nascosto tra gli scogli, e che ci osservava con il suo occhio intelligente, approfittasse di un attimo di disattenzione per fuggire con la rapida spinta dei tentacoli. E poi il sale che faceva tirare la pelle mentre al sole si mangiava o si leggeva o si dormicchiava. A volte ci si sedeva su uno scoglio con i piedi nell'acqua e ci si divertiva a guardare i piccoli gamberetti curiosi che piano piano si avvicinavano, dando minuscoli morsetti ai nostri piedi a mollo in quell'acqua cristallina. Sì, mi manca quel mare con le sue giornate calde, rinfrescate dall'acqua, punteggiate dalle nuotate e da lunghe letture. Sono tornata al mare, nei giorni scorsi, per un congresso. Un mare diverso, con una spiaggia larga e lunga, piatta, con ancora le dune a proteggere i lidi. Ma proprio quelle dune tengono lontano le costruzioni troppo vicine e fanno godere del rumore delle onde, del profumo della risacca, delle grida dei gabbiani, mentre sotto le scarpe senti lo scricchiolio delle piccole conchiglie. Il sole di questo strano febbraio, così caldo e luminoso, scalda la pelle, lascia esporre il viso alla fresca brezza marina e mi consola un po'.

martedì, settembre 09, 2014

60 anni!

Un altro cambio di decina, una nuova tappa nella mia vita. Forse sto diventando grande, ma non ne sono troppo sicura...E un modo originale di passare il compleanno.
Nessuna festa, che tanto se non me la organizzo io.... e allora ecco l'occasione che aspettavo: l'inaugurazione della mostra fotografica di Silvia Camporesi e Valentina D'Accardi a Rimini, al Museo della Città, che in realtà era il vecchio Ospedale dei Bambini, o meglio, come lo chiamano lì, l'Ospedalino.
Una mostra sui luoghi dismessi, abbandonati, sulla memoria e la nostalgia, vista in due modi diversi eppure così complementari. Due tecniche differenti, digitale Silvia e analogico Valentina, che però sfociano in effetti pittorici, con il dipingere a mano ogni foto una per una dell'una e con la conoscenza e l'uso magistrali dello sviluppo della pellicola dell'altra, che arrivano a suggerire storie di questi luoghi a metà tra il reale e la favola.
E il contesto di questa mostra, coerentemente, non poteva essere altro che un ospedale dismesso, recuperato ma lasciato al grezzo: uno spazio espositivo straordinario, luminoso e pieno di fascino.
Questa mostra faceva parte poi di un evento ancora più interessante, una intera settimana dedicata alla fotografia, con nomi e opere prestigiose della fotografia contemporanea.
Che dire? non poteva essere altro che così, questo compleanno perfetto.