Per non dimenticare...
Non dimenticherò mai quella mattina. Una calda mattina d'estate. Stavo studiando anatomia patologica, che a settembre avrei dovuto sostenere. Contemporaneamente avevo il sottofondo di Radiocittà. C'era il silenzio della città che si è svuotata, è andata in vacanza. C'era la sonnolenza dello studio fatto un po' distrattamente, con sottosotto il chiedersi ma cosa ci faccio io qui e il desiderio di piantarla lì e andarmene in piscina. C'erano le chiacchiere di mia madre e mia nonna in cucina, come un lieve mormorio nella calura estiva. E all'improvviso la radio che ferma la programmazione e una voce angosciata dice dell'esplosione. Resto ferma lì, incredula, aspetto che ripetano la notizia perchè mi sembra così assurda, così incredibile...e poi la conferma, e le prime sirene in lontananza: abitavamo a fianco del policlinico. All'improvviso in tutta la città cadde un silenzio greve, punteggiato solo dall'urlo lancinante delle sirene e dalla spola di quell'autobus che trasportava i corpi alle camere mortuarie, con i finestrini oscurati da tende bianche a coprire quei poveri corpi.
L'orrore e la violenza ci avevano colpito come un improvviso pugno in pieno volto,dato senza ragione, o per ragioni che a tutt'oggi non riesco ne' a capire ne' tantomeno a condividere.
Non voglio dimenticare, perchè non voglio che accada mai più!
