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venerdì, marzo 07, 2008

8 marzo 2008


Quest'anno niente mimose. Ma un regalo inaspettato.
Ho ritrovato un libro letto 30 anni fa.
Un libro che avevo preso in prestito da una biblioteca, in un periodo in cui comprare un libro era un enorme lusso. Ero appena iscritta alla facoltà di medicina e i costi dei libri universitari non permetteva certo di spendere per altro che non fosse materiale per lo studio.
Rimasi incantata da questo libro. Era un libro sull'amicizia, in un qualche modo c'era il mio gruppo di amiche, che sono ancora tutte qui con me per mia fortuna. Ma era anche un libro sulla scoperta della propria sessualità, sulle proprie potenzialità che non fossero solo sposarsi e fare figli, sull'imparare ad essere davvero l'altra metà del cielo, alla pari con gli uomini, con i propri compagni di vita e di lavoro. Un libro femminista, insomma. Un libro scandaloso!
Per molto tempo, quando finalmente potevo permettermi di comperare libri per divertimento, l'ho cercato, per poterlo rileggere, ma era uscito di produzione. Oggi finalmente l'ho ritrovato.
A mio parere è davvero da rileggere, più attuale che mai, da meditare, per poter poi rimeditare sulle proprie scelte di vita, di ruoli.
Buon 8 marzo a tutte le mie "sorelle"

giovedì, marzo 08, 2007

8 Marzo

E come tutti gli anni ecco questa data nella quale tutti, molto ipocritamente ci fanno gli auguri. Perchè?
Non è il mio onomastico, ne' il mio compleanno, e non è nemmeno nessuna particolare commemorazione religiosa.
Non è giorno di festa, ma deve essere di riflessione. Per noi donne, per essere più solidali tra noi, per diventare capaci e forti abbastanza per dire al mondo quali sono le nostre reali istanze, i nostri veri bisogni, che devono tenere conto non solo della nostra capacità lavorativa, ma anche del nostro bisogno di essere madri, di avere tempo anche per la famiglia, per noi stesse, per le nostre anime.
Potrebbe essere il giorno adatto perchè si cominciasse a riflettere sugli orari di lavoro che penalizzano, come sempre, le donne, costrette a stare troppe ore lontano da casa, oppure le costringono a ridurre le ore di lavoro, penalizzandole nella possibilità di fare carriera.
Potrebbe essere il momento di considerare che una donna di 40 anni che è stata lontana dal mondo del lavoro per crescere i figli, a questa età se reintrodotta al lavoro, sarà una persona molto più affidabile e capace, ricca di maggiore esperienza.
Potrebbe essere il momento di capire che un velo che copre il capo può non essere segno di schiavitù, mentre lo potrebbe essere il diktat di una magrezza che non sempre si riesce a raggiungere o mantenere, di un corpo che non sempre è perfetto.
Riflettiamo dunque, senza bisogno di farci gli auguri, e che questa riflessione continui per tutto il resto dell'anno, nella speranza che alla fine l'8 marzo diventi solo il giorno della commemorazione di un orribile incendio che nel secolo scorso uccise 129 donne che stavano lottando solo per avere ritmi di lavoro più umani!