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lunedì, aprile 13, 2026

LA BELLEZZA E' OVUNQUE


 Normalmente non fotografo mendicanti o persone in difficoltà ma, mentre chiacchieravo insieme ad un’amica sedute su una panchina a goderci il tepore del sole dei giorni scorsi, è arrivato lui e si è seduto proprio di fronte a noi. L’avevo notato appena, quando siamo arrivate, seduto su una panchina mezzo nascosta da un cespuglio, all’ombra, avvolto in quella trapunta colorata. Sono freddolosa e il pensiero che lui avesse solo quella coperta per difendersi da queste temperature ancora troppo fresche per dormire all’aperto e nessun luogo dove stare mi aveva proprio fatto pena. Poi Monica e io ci siamo sedute sulla nostra panchina, con il sole alle spalle e abbiamo cominciato a chiacchierare mentre i nostri sguardi vagavano intorno. Dopo poco l’ho visto arrivare, infreddolito e avvolto nel suo bozzolo multicolore. Si è seduto di fronte a noi, in un angolo della panchina. Si è acceso una sigaretta, lo sguardo perso, pieno di una stanchezza infinita, che vagava intorno disinteressato sorvolando sulle persone intorno, su tutto ciò che lo circondava. Ma il suo profilo, incorniciato dalla gran massa di capelli bianchi e lucidi e dalla barba e baffi altrettanto bianchi davano alla sua figura un qualcosa di nobile, quasi eroico. Una specie di santone. Non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso, ipotizzando con Monica chi potesse essere, quale fosse la sua storia. Così non ho resistito e ho rubato un paio di foto. Non ho avuto il coraggio di chiedergli il permesso. Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi. Non sono stata abbastanza curiosa e coraggiosa.

mercoledì, marzo 18, 2026

RIMETTA A POSTO LA CANDELA!


 

Omaggio a Mel Brooks

giovedì, gennaio 23, 2025

BOLOGNA


 Giochi di ombre e luci al sole di gennaio.

venerdì, gennaio 10, 2020

L'AMICA CREATIVA

Io sono una persona davvero molto fortunata, circondata come sono da splendide amiche che fanno cose bellissime.
Isabella è una bravissima fotografa, ma anche una tenerissima mamma che ha voluto raccogliere le ricette dei dolci che sua figlia Elsa amava fare, e tutt'ora fa, quando aveva solo 12 anni. Sono ricordi teneri, bellissimi, intimi, che mi fanno ricordare  quando in cucina, sotto lo sguardo attento della nonna e della mamma, facevo i primi passi nell'arte culinaria e anche quando, con i figli piccoli, in occasione delle feste o nei lunghi e noiosi pomeriggi invernali, sperimentavamo biscotti, pancake e ciambelloni che continuano ad allietare il nostro ritrovarsi insieme. Perchè certi profumi e certi sapori ci legano indissolubilmente.

mercoledì, ottobre 30, 2019

DELICATEZZA

Ci sono giornate che cominciano con piccoli fatti che ti riempiono il cuore di una strana, tenera, piccola felicità che ti accompagna per tutto il giorno e che ti fanno superare tutti i fastidiosi contrattempi che cercano in ogni modo di toglierti il buonumore. Arrivare al lavoro e trovare uno dei bagnini che amorevolmente guarda dentro una scatola di cartone e scoprirci dentro lui, questo piccolo passerotto che nella foga del volo non ha visto la porta a vetri e ci si è schiantato contro. Abbastanza intontito ma con niente di rotto, si è lasciato accarezzare, fiducioso, e si è lasciato mettere sul dito. Mi ha anche permesso di fargli diverse foto, senza alcuna paura, poi ha deciso che ne aveva abbastanza, ha spiccato il volo e se n'è andato infilando la porta, questa volta aperta,

giovedì, agosto 15, 2019

GINO COVILI

Lo scorso anno, grazie a una magnifica mostra suddivisa tra Castelluccio e Porretta, ho scoperto questo pittore, vicino per periodo, è scomparso a 87 anni nel 2005, e geograficamente: ha sempre vissuto a Pavullo del Frignano, in provincia di Modena.
Sono rimasta folgorata dai suoi quadri, che raccontano un'umanità eroica, fatta di duro lavoro, di fatica, anche di povertà, ma appunto eroica, fiera, sempre dignitosa. Anche la natura che dipinge presenta la stessa fatica, la stessa eroica capacità di resistere. E' una natura capace di urlare attraverso i nodi delle sue cortecce e le braccia nodose dei suoi rami.
Particolarmente suggestivi, anche se a volte davvero crudi, i quadri sulla resistenza, a cui lui partecipò.  Ma bellissima e particolare anche la serie sugli esclusi che a volte ricordano alcune fotografie di Berengo Gardin e Carla Cerati scattate negli anni 60 nei manicomi. Poi ci sono i grandi quadri collettivi:  La processione, La formazione della cooperativa, La Festa da ballo...
Ho potuto rinnovare l'emozione provata davanti a quei quadri che ogni volta mi mostrano un particolare nuovo e dai quali fatico a staccare lo sguardo, visitando la casa di Gino, da lui costruita negli anni 70 e nella quale ha vissuto fino alla morte. Gli eredi, i nipoti che lì hanno vissuto con i genitori e i nonni, l'hanno trasformata in casa museo, ed è una casa viva, dove puoi sederti sul divano e lasciarti incantare dall'Ultimo eroe, di ritorno dalla battuta di caccia, con l'aquila catturata legata al retro della sella che apre le sue grandi ali trascinata nel vortice della cavalcata a formare quasi una scia che lega il cacciatore al cielo, e la volpe e il lupo uccisi che sobbalzano davanti al cacciatore che cavalca, in una scena che ricorda gli eroi dei manga giapponesi, oppure sali le scale accompagnato dai volti degli esclusi che ti guardano con quei loro sguardi incuriositi e nello stesso tempo assenti, persi in un loro mondo interiore. E' una casa viva, abitata, da Gino e dai visitatori, dal nipote Matteo, perfetto padrone di casa che una alla volta ti apre tutte le porte e poi ti lascia scegliere il luogo che preferisci per meditare davanti a tutta quella bellezza.

giovedì, febbraio 21, 2019

LENSCULTURE

Non ho mai avuto spirito competitivo. La competizione mi scatena un'ansia insopportabile, perché ovviamente vorrei sempre essere la migliore, anche se poi so perfettamente di non esserlo, ed è proprio questo che mi disturba.
Comunque c'è questo concorso che riguarda il ritratto a cui partecipano alcune amiche. Ho visto le loro foto e il progetto che hanno presentato: potentissime! Io mi limito a partecipare con questa. E' un inizio, timido, tranquillo, poi vedremo.
Lui è il venditore di quarume, tipico cibo da strada siciliano consistente in un bollito di carni povere, tipo frattaglie e tutte le parti meno nobili degli animali, che viene poi messo in mezzo a un panino. L'ho fotografato a Catania, al mercato del pesce, e mi ha colpito per l'attenzione e la concentrazione con cui stava preparando la carne, calda e fumante, incurante del chiasso tutto intorno e anche del fatto che io fossi lì a due passi a guardarlo lavorare e a fotografarlo.
Se possibile, andate alla mia pagina facebook, qui, cliccate sulla foto che vi rimanderà a Lensculture, e cliccate "mi piace", grazie!

sabato, febbraio 16, 2019

CHIAROSCURO

E dunque, amo i contrasti. Mi piace il modo in cui la luce disegna i contorni, fa emergere particolari, fa esplodere i colori.
Da giovane avevo quasi paura dei colori forti, mi mettevano a disagio quelle zone scure da cui all'improvviso prorompevano macchie di colore che quasi facevano male agli occhi e che mi abbagliavano, non mi permettevano una visione nitida. Ora invece è proprio questa esplosione che mi rende chiare le cose, finalmente visibili nella loro essenza.

lunedì, gennaio 28, 2019

CATANIA

Una zingarata con gli amici dell'Accademia Immagini e Parole di Porretta: andare a fotografare il mercato del pesce di Catania andando e tornando in giornata. Sembrava un'impresa impossibile e solo per pochi, fortunati, pensionati. E invece...eravamo in 16, di tutte le età. Qualcuno ha preso un paio di giorni di ferie o ha spostato i turni. E Catania ci ha ricompensati della levataccia e della neve con una giornata bellissima, piena di sole e con l'Etna fumante ma tranquillo, dopo giorni movimentati.
Il mercato del pesce si apre come se fosse un palcoscenico: si entra da un vicolo dove la fontana O' linzolu ti dà il benvenuto e subito sotto si apre lo scenario di persone, pesci, colori, odori, voci. A volte non si capisce chi vende e chi compra, tutti parlano, commentano, guardano, indicano.
Ma tutti si sono accorti di questo gruppo singolare di persone armate di macchine fotografiche che non compravano ma che fotografavano pesci, persone, luoghi...Dopo 10 minuti tutti sapevano da dove venivamo e cosa stavamo facendo e allora è stato puro divertimento perchè tutti hanno cercato di dare il meglio di sè, senza mettersi in posa, ma lasciandosi fotografare mentre sistemavano le bancarelle, vendevano o semplicemente parlavano tra di loro, in un'atmosfera rilassata.  E io mi sono immersa nella musica del dialetto e nei colori e nelle forme dei pesci, nella luce e nelle ombre dei tendoni e delle strutture che circondano il mercato.
L'album delle foto è visibile qui

mercoledì, dicembre 12, 2018

Ancora mostre

Quest'anno si conclude nel migliore dei modi: due mostre, dove espongo due foto in ognuna.
Due foto a Luzzara, una mostra prestigiosa sulle orme di Paul Strand e di Gianni Berengo Gardin sotto lo sguardo di Cesare Zavattini, fino al 22 dicembre e la contemporanea fondazione dell'Accademia Immagini e Parole. Una responsabilità, ma anche un grande piacere farne parte.
E con la stessa Accademia, a Porretta Terme, la mostra di Natale "Sguardi sul territorio", il racconto a più mani (24 espositori) sul territorio appenninico dove abitiamo.
Un grande lavoro, non solo di scatti ma soprattutto di cura delle foto, di scelte, di recupero dell'archivio. Scavare tra i vecchi lavori porta davvero delle sorprese...
E' stato un lungo anno pieno di lavoro, di decisioni, alcune anche molto sofferte, di studio appassionato. Non potevo aspettarmi di meglio, alla fine non è stato poi così male.

lunedì, ottobre 22, 2018

La nebbia

La nebbia è misteriosa.
Nasconde e disvela.
Si impiglia fra i rami e non riesce a liberarsi subito. Resta lì a formare ricami, volteggia, poi finalmente riesce a liberarsi e risale in alto per riscendere subito da un'altra parte. E in questa danza ecco i rossi, e poi i gialli e l'arancio che compaiono e scompaiono, si alternano e alla fine  si palesano tutti insieme specchiandosi sulla superficie quieta del piccolo lago.
Questi sono i regali di questo autunno mite e sono i regali che la montagna, dopo tanto tempo, mi sta facendo.
Un'alternanza di allegria e malinconia che ben si addice ai miei pensieri e a questa stagione di mezzo.

lunedì, agosto 20, 2018

W la pellicola!

Un po' di anni fa ho rispolverato la vecchia analogica di famiglia, che ci aveva accompagnati in tutti i nostri viaggi e le nostre vacanze quando avevamo i bambini ancora piccoli.  Quanti scatti, quanti ricordi! Ma erano tutte foto fatte in automatico e senza nessuna attenzione alla composizione. L'ho fatta mettere a posto, pulire tutta per bene e ci ho messo dentro un vecchio rullino scaduto e poi con la mia amica Monica ce ne siamo andate in giro per la città a scattare foto. E' stata giornata di risate, di fermate improvvise, di "guarda che bello!", di "aiuto non mi ricordo come si fa..." in giro per la città. Poi però non ho avuto il coraggio di fare sviluppare quel povero rullino.  Era la mia prima volta in manuale! C'era il timore di avere fatto sbagli orrendi, proprio io che fotografavo già da diversi anni! Così ho lasciato tutto in un cassetto per 3 anni. Anni lunghi, di corsi e di studio, di prove, di dispiaceri e di soddisfazioni, ma sempre con la reflex, con la quale dopo un po' non puoi sbagliare. Regoli, metti a fuoco, scatti e subito dopo controlli e se hai fatto uno sbaglio cancelli e ricominci. Con la pellicola non si può. Si deve ragionare a priori e scattare una volta sola, perché le pose sono solo 24 o 36 e se non hai con te altri rullini, è finito il divertimento. Insomma, si torna a ragionare in termini di "ne vale la pena?"
Insomma, ho impiegato 3 anni per trovare il coraggio di far sviluppare quel rullino. Sono stati 10 giorni di patema d'animo, di ansia, di "chissà cosa verrà fuori", e poi oggi, finalmente, il fotografo mi ha consegnato la busta e con molto tatto si è allontanato...fino a quando non ho esclamato: ma sono belle!!!
Ora, dire belle è troppo. Diciamo che sono passabili. Sono solo prove. Ma imparerò!

giovedì, giugno 14, 2018

Tempo di mostre

Un bell'evento che mette insieme pittura, fotografia, poesia e teatro. Sono emozionata!

lunedì, giugno 04, 2018

mercoledì, novembre 22, 2017

Annina, ovvero the way we were...

 Regali preziosi che arrivano da una meravigliosa mamma di 4  figli che io ho tenuto in braccio come anni dopo ho tenuto in braccio Filippo e come lei ha tenuto in braccio Lucia, qualche anno dopo ancora.
E' venuta a trovarmi con i suoi bambini e suo marito e si è ricordata di queste due foto.
Un po' più grande rispetto alla seconda foto, ha fatto da babysitter ai miei figli e ai miei gatti ed è stata uno dei punti di riferimento dei miei bambini.
Poter coccolare i suoi bimbi,  tenere in braccio l'ultimo nato, di solo un mese, è stato un pieno di tenerezza di cui avevo davvero bisogno.
E comunque fa piacere ricordarsi di quanto erano teneri e piccoli i propri figli.
Abbiamo fatto davvero un lungo percorso.
Ora cominciano la loro vita da soli, e io sono fiera di come sono: non potevo sperare di meglio.

martedì, settembre 26, 2017

Viaggiare

Quando dico che mi interesso di fotografia tutti mi chiedono che tipo di fotografia faccio. E' imbarazzante non saper rispondere. Fotografia naturalistica, street photography, ritrattistica, astratta...Come fare a scegliere? Io ho sempre detestato le etichette, non mi piace essere catalogata dentro una rigida categoria. 
La fotografia è iniziata anni fa per sfuggire al lutto, per mantenere un contatto con mia figlia, ma poi si è trasformata. E' diventata un incredibile viaggio, un'avventura attraverso il mondo. Guardo fuori dal finestrino e osservo il paesaggio, lo rimiro e lo medito, a volte lo trasformo un po'... E' come questo blog, perché alla fine io sono Labelladdormentata che guarda il mondo con occhi un po' sognanti...Le mie foto non possono essere diverse da quello che sono io: uno sguardo sul mondo mentre ci viaggio attraverso, come dal finestrino del treno. E allora c'è posto per tutto: street, natura, ritratti, astratto e tutto ciò che incontro nel mio cammino.

domenica, gennaio 22, 2017

La foto mentale

Sette mesi che non scrivo...e oggi è successa una cosa che mi ha fatto tornare qui e mi ha fatto scorrere a lungo questo blog. Nove anni della mia vita...
Il mio amico di blog PierPaolo Pega nel suo bellissimo blog sulla fotografia, ha lanciato questo post sulla foto mentale, e io mi sono ricordata di averne scritta una, una volta. Ma siccome non ho mai messo tag per poterlo ritrovare ho dovuto necessariamente sfogliare tutto il blog. E' stata una forma di archeologia...Sono andata a ritroso nel tempo, fino al primo post, e poi di nuovo in avanti.
Ho trovato quella foto mentale, stampata, o meglio scritta, nel 2009. Eccola qui
Ma rileggendo tutto quello che ho scritto in tutti questi anni, mi sono resa conto che ognuno di quei post è stata una fotografia di un pezzetto della mia vita, una foto mentale.

sabato, maggio 14, 2016

Progetti

Ho partecipato a un corso avanzato di fotografia. Pensavo sarebbe stato comunque qualcosa di tecnico, dove si sarebbe parlato di archivio, di conservazione delle foto, di quaderni e di portfolio. Invece è stato un meraviglioso compendio di storia della fotografia, con analisi delle foto dei migliori fotografi dello scorso e di questo secolo. C'è stata anche la sorpresa di una serata con Francesco Cito e si è parlato di reportage. E alla fine si è parlato di progetti. Fotografare è sempre e comunque raccontare una storia, corta o lunga che sia. Una storia per immagini. A volte basta una sola immagine per raccontare, altre volte il progetto viene svolto in tempi lunghi con foto seriali.
Si parlava del tempo che passa e che cambia tutte le cose, anche il semplice muro che si vede dalla propria finestra, o l'albero...Ho raccolto la sfida. Da più di 16 giorni fotografo sempre dalla stessa finestra il pezzo di giardino che si vede, e giorno dopo giorno vedo i cambiamenti. Cambia il cielo, cambia la luce, anche perchè non è sempre alla stessa ora che faccio la foto giornaliera, cambiano i fiori del prato, l'altezza delle piantine di fragole, la grandezza delle foglie di vite, l'altezza dell'erba, che ogni tanto viene falciata dal mio vicino di casa. Le giornate scorrono tutte uguali, apparentemente: la sveglia, il lavoro, il rientro a casa, le pulizie, la cena...eppure non c'è mai niente di uguale e la mia foto del giorno lo dimostra. Non c'è mai una foto che sia uguale all'altra come alla fine non c'è mai un giorno uguale all'altro...
Non so per quanto tempo porterò avanti questo progetto, che si intitola Dalla mia finestra: una foto al giorno. Deciderò tempi e regole in corso d'opera. Intanto ogni mattina scatto!
A proposito, chi vuole vedere il progetto può andare qui.
Buon divertimento!

mercoledì, marzo 23, 2016

Selfie

Amiche chattarole da quasi una ventina di anni...praticamente una famiglia.
Vi voglio bene, ragazze!

mercoledì, marzo 02, 2016

E' già primavera....voglia di frivolezze.

Era Natale proprio l'altro ieri, mi sono distratta un attimo e siamo già a marzo.
Dopo un inverno che è stato un prolungato autunno, con bellissime giornate di sole, ecco che ora che dovrebbe essere l'inizio della bella stagione fa freddo (ma è solo un'impressione) e piove...
Ma io rispolvero una vecchia foto piena di luce e colore perchè comunque fra poco sarà ufficialmente primavera.
Periodo di risveglio, si ricominciano tante cose, vengono in mente nuovi progetti e si comincia a pensare al guardaroba...Eh sì, perchè io non mi ricordo proprio che cosa ho nell'armadio e dentro i cassetti, ancora pieni di maglioni pesanti. Le camicie le ho tutte lì davanti a me, appese nelle loro grucce, ma le camicie sono trasversali, si usano estate e inverno, autunno e primavera, a  parte quelle con le maniche corte. Ma le magliette, i pantaloni più leggeri? Bene, nelle prossime settimane comincerà il Grande Riordino dell'Armadio e dei Cassetti...Chissà quali grandi scoperte riuscirò a fare...