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lunedì, gennaio 01, 2018

Dedicato a mia figlia

Lucia ha sempre amato la danza. Cominciò piccolissima, a soli 4 anni, a studiare danza classica. Era affascinata dal tutù, come tutte le bambine, o quasi, di quella età, ma poi danzare era diventata la cosa importante. Per me vederla danzare, anche se erano solo i primi passi, era un sogno. Io, pesante e sgraziata, vedere mia figlia leggera e aggraziata, ero solo felice. E andavamo a vedere il balletto insieme, ogni tipo di balletto, ogni volta che c'era l'occasione, la possibilità. Non solo balletto classico, ma anche danza moderna,...
Pendelton era un'altra sua passione: un balletto quasi acrobatico e onirico nelle sue realizzazioni.
Questa sera in televisione c'è Roberto Bolle.
Lucia è qui con me.

domenica, febbraio 10, 2008

Momix


Di nuovo eccoli a Bologna, questa volta con Passion. E Rudolph e io insieme ancora una volta a stupirci di come corpi così massicci, più adatti ad atleti che a ballerini, possano essere così lievi, leggeri ed aggraziati nel formare animali fantastici, a raccontare brevi storie d'amore e di passione carnale, su bellissime musiche scritte per loro da Peter Gabriel.
Un'ora di incanto e di sorprese, di bella musica condivise con mia figlia.

lunedì, febbraio 05, 2007

Sun Flower Moon

Ieri sera con mia figlia ci siamo fatte un regalo: siamo andate a vedere lo spettacolo dei Momix.
E' stato un regalo doppio, io e lei da sole, senza i maschi di famiglia, e a vedere una delle compagnie di ballo che più ci piacciono e ci affascinano.
Sono state quasi due ore di puro godimento, stupore e meraviglia!
I momix non danzavano, no, nuotavano nell'aria, volavano, si trasformavano in pesci, sirene, cavallucci marini, granchi, meduse, spuma del mare, attinie, su musiche dei Buddha Experience, Brian Eno, Waveform e Hans Zimmer.
E spesso, guardando il balletto, ci sembrava di essere in mezzo a un graffito di Keith Haring, con tutti quegli omini stilizzati che danzavano, trasformandosi di volta in volta in forme marine diverse.
Ieri ho avuto davvero la percezione di ciò che spesso ripete il mio maestro yogi: la grazia che fluisce attraverso l'impegno e lo sforzo fisico, che scompaiono e lasciano trapelare solo la gioia che non è più esclusivamente la soddisfazione di una posizione perfetta, ma è uno stato mentale che colpisce anche chi guarda.