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mercoledì, settembre 27, 2017

Resilienza

"La resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo. "

A questo pensavo in questi giorni. Alla capacità di ricostruirsi, di venire fuori dai lutti, dalle sconfitte.
Pensavo a me, ma anche alle donne che incontro tutti i giorni e che mi raccontano delle loro vite, delle loro rinascite dopo un abbandono o una morte. Donne forti, meravigliose, che hanno preso in mano la loro vita che sembrava andata in frantumi e che invece hanno saputo ricostruire molto più bella e fantasiosa, come un mosaico pieno di tesserine chiare e scure, luminose o buie, che forma un meraviglioso nuovo disegno.
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/03/resilienza-psicologia-positiva/

martedì, agosto 03, 2010

Libri del mio cuore

Le edizioni Sellerio sono sempre state fra le mie preferite.
Piccoli libri comodi da tenere in borsa o in tasca, fedeli compagni delle mie giornate. Sempre belli anche dopo essere stati strapazzati su treni, autobus, in posta, nelle sale d'attesa, in ospedale ma anche a letto o stesa su un comodo divano. Eleganti nella scelta delle immagini e nei colori delle copertine.
E bellissimi titoli e magnifici autori. Spesso piccoli tesori preziosi, magari poco conosciuti, ma golosi come raffinatissimi dolci.
E tutto questo grazie ad Elvira, appassionata e raffinata editrice.
Addio Elvira Sellerio, e grazie.

domenica, agosto 10, 2008

Mai dire mai!


Una mia zia molto saggia mi diceva sempre che non bisogna mai dire: di quell'acqua non ne berrò!
Ha spesso avuto ragione, e anche questa volta non si è smentita: nella famiglia è entrato a far parte lui, nanodagiardino, o meglio nanodaterrazzino, regalato dagli amici a mio figlio più grande per il suo compleanno. Da notare il pregevole lanternino, che si dovrebbe alimentare a energia solare. Domani lo proveremo.
Le cronache di questi giorni sono state piene di notizie che mi hanno fatto molto pensare. I leghisti si sono scagliati contro le nomine a preside di scuole del nord di non mi ricordo più quanti insegnanti meridionali. Questi personaggi forse non sanno che questi insegnanti hanno sostenuto, e vinto, un concorso pubblico e valido su tutto il territorio nazionale che richiede un discreto bagaglio culturale. Tradotto in parole povere: hanno studiato più e meglio degli insegnanti del nord! Ma probabilmente qualcuno era ancora molto arrabbiato per la seconda bocciatura del proprio figlio all'esame di maturità, nonostante la possibilità avuta dal ragazzo di accedere a fonti, per la preparazione della sua tesina, non facilmente accessibili ai più.
Leggo che la legge che tutela la maternità, alla resa dei conti, si ritorce contro le donne invece che aiutarle, in quanto ancora una volta le ghettizza nel ruolo di madre, ribadendo che comunque se vogliamo fare figli è affare nostro ed è a nostro rischio e pericolo per quanto riguarda poi la tutela del posto di lavoro. Può diventare persino un ulteriore motivo di razzismo. Nella struttura dove lavoro una grossa fetta del personale è costituita da donne straniere in età fertile. Le poverette, tutte debitamente sposate, alcune già con un figlio, migliorata la propria condizione economica hanno pensato bene di procreare, approfittando di una legge che è sempre stata a disposizione di tutte le donne, e della quale tutte le dipendenti, anche le italiane, hanno potuto usufruire. Ma evidentemente le italiane e i loro compagni o mariti se ne sono dimenticati velocemente ed ora usano queste assenze per maternità come evidenza della poca voglia di lavorare degli stranieri, soprattutto se provenienti da certi paesi. E' evidente che io sono una grandissima fannullona: tre figli in tre anni mi hanno permesso di riposare tranquillamente a spese della struttura nella quale lavoravo.
Sono iniziate le Olimpiadi e non sono riuscita ad assistere alla cerimonia iniziale. Ho preferito andare a nuotare il piscina nella pausa pranzo.
Non riesco ad assistere a nessuna gara: o lavoro o sono a nuotare o a camminare.
Con queste belle giornate, il pensiero di mettermi in casa a guardare la televisione non mi passa neanche per l'anticamera del cervello.
Secondo me le Olimpiadi dovrebbero farle solo quando c'è brutto tempo!
AGGIORNAMENTO: Il lanternino del nanetto funziona egregiamente, alimentato dalle batterie solari. Una piccola luce diafana ha illuminato le piante grasse che lo circondano: che emozione!

domenica, maggio 06, 2007

W la France....


Ma non è che i francesi all'improvviso sono stati presi da un attacco di misoginia?

giovedì, marzo 08, 2007

8 Marzo

E come tutti gli anni ecco questa data nella quale tutti, molto ipocritamente ci fanno gli auguri. Perchè?
Non è il mio onomastico, ne' il mio compleanno, e non è nemmeno nessuna particolare commemorazione religiosa.
Non è giorno di festa, ma deve essere di riflessione. Per noi donne, per essere più solidali tra noi, per diventare capaci e forti abbastanza per dire al mondo quali sono le nostre reali istanze, i nostri veri bisogni, che devono tenere conto non solo della nostra capacità lavorativa, ma anche del nostro bisogno di essere madri, di avere tempo anche per la famiglia, per noi stesse, per le nostre anime.
Potrebbe essere il giorno adatto perchè si cominciasse a riflettere sugli orari di lavoro che penalizzano, come sempre, le donne, costrette a stare troppe ore lontano da casa, oppure le costringono a ridurre le ore di lavoro, penalizzandole nella possibilità di fare carriera.
Potrebbe essere il momento di considerare che una donna di 40 anni che è stata lontana dal mondo del lavoro per crescere i figli, a questa età se reintrodotta al lavoro, sarà una persona molto più affidabile e capace, ricca di maggiore esperienza.
Potrebbe essere il momento di capire che un velo che copre il capo può non essere segno di schiavitù, mentre lo potrebbe essere il diktat di una magrezza che non sempre si riesce a raggiungere o mantenere, di un corpo che non sempre è perfetto.
Riflettiamo dunque, senza bisogno di farci gli auguri, e che questa riflessione continui per tutto il resto dell'anno, nella speranza che alla fine l'8 marzo diventi solo il giorno della commemorazione di un orribile incendio che nel secolo scorso uccise 129 donne che stavano lottando solo per avere ritmi di lavoro più umani!