lunedì, aprile 13, 2026

LA BELLEZZA E' OVUNQUE


 Normalmente non fotografo mendicanti o persone in difficoltà ma, mentre chiacchieravo insieme ad un’amica sedute su una panchina a goderci il tepore del sole dei giorni scorsi, è arrivato lui e si è seduto proprio di fronte a noi. L’avevo notato appena, quando siamo arrivate, seduto su una panchina mezzo nascosta da un cespuglio, all’ombra, avvolto in quella trapunta colorata. Sono freddolosa e il pensiero che lui avesse solo quella coperta per difendersi da queste temperature ancora troppo fresche per dormire all’aperto e nessun luogo dove stare mi aveva proprio fatto pena. Poi Monica e io ci siamo sedute sulla nostra panchina, con il sole alle spalle e abbiamo cominciato a chiacchierare mentre i nostri sguardi vagavano intorno. Dopo poco l’ho visto arrivare, infreddolito e avvolto nel suo bozzolo multicolore. Si è seduto di fronte a noi, in un angolo della panchina. Si è acceso una sigaretta, lo sguardo perso, pieno di una stanchezza infinita, che vagava intorno disinteressato sorvolando sulle persone intorno, su tutto ciò che lo circondava. Ma il suo profilo, incorniciato dalla gran massa di capelli bianchi e lucidi e dalla barba e baffi altrettanto bianchi davano alla sua figura un qualcosa di nobile, quasi eroico. Una specie di santone. Non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso, ipotizzando con Monica chi potesse essere, quale fosse la sua storia. Così non ho resistito e ho rubato un paio di foto. Non ho avuto il coraggio di chiedergli il permesso. Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi. Non sono stata abbastanza curiosa e coraggiosa.

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