martedì, settembre 08, 2020

E SONO 66...


E così un altro anno è passato. Anno strano, pieno di imprevisti che mai avrei immaginato di vivere ma che ugualmente è riuscito a regalarmi momenti di serenità e allegria. Giovane vecchietta, come mi ha soprannominata un caro amico, un po' acciaccata ma ancora piuttosto attiva, sono curiosa di quello che la vita può ancora riservarmi.

martedì, luglio 07, 2020

Ed è di nuovo estate



E' passata Pasqua, è finito il lockdown, siamo tornati, più o meno, alla normalità e io sono tornata al lavoro e alla mia montagna, tanto amata.  Si lavora con la mascherina, che è un piccolissimo sacrificio a fronte del rischio di propagare ulteriormente il virus, ma che è diventato oramai un complemento di abbigliamento, esattamente come la borsetta o un foulard. Oramai ne ho di diversi materiali, colori e anche pesantezze, perché alcune sono più adatte all'inverno, altre a temperature più miti. Mi sono accorta però che la maggior parte delle persone "fa finta" di portarle, queste benedette mascherine, generalmente lasciando il naso fuori, adducendo le scuse più fantasiose, dal naso chiuso ad una generica fame d'aria, in realtà non capendo che vale più una mascherina portata in maniera adeguata che un vaccino o un farmaco. Vaccini, farmaci sono molto costosi e sono fra le voci, soprattutto i farmaci, più onerose per il sistema sanitario nazionale. Eppure tutti preferiscono ricorrere a questi piuttosto che cambiare le proprie abitudini di vita. La mascherina portata in maniera adeguata in situazioni "pubbliche" non solo ci preserva dal Covid, ma anche dalla più semplice influenza, perché il vaccino antinfluenzale ci protegge solo da alcuni ceppi virali, non da tutti. La mascherina può proteggerci dal comune raffreddore, non pericoloso ma sicuramente molto fastidioso. Insomma, un presidio così semplice, che sembra tanto banale, può fare la differenza. Poi potremo vaccinarci e fare uso di tutti i farmaci necessari, ma cominciamo con le piccole cose.  Portiamo le mascherine, belle, allegre, colorate, sorridendo al di sotto che tanto si vede anche dagli occhi. E passiamo una buona, sana e prudente estate!

martedì, marzo 31, 2020

QUARESIMA

Quest'anno la quaresima è cominciata con la chiusura delle chiese e l'impossibilità di partecipare al rito delle ceneri e alle messe domenicali insieme alla propria comunità. Una vera quaresima, quindi, a mio parere: periodo di ripensamento della propria vita, scoperta di sé stessi, rivalutazione dei nostri bisogni, delle nostre necessità. C'è un ridimensionamento causato non solo dalla chiusura forzata di molti negozi e dalla crisi economica ma proprio che dipende dalla nuova prospettiva a cui questo isolamento forzato ci costringe. E in questa quarantena siamo arrivati alla domenica di festa prima del grande silenzio del triduo pasquale, alla Domenica delle Palme. Quest'anno non potremo avere l'ulivo benedetto e la prossima settimana vivere quei 3 giorni così profondi e silenziosi. Ma tutto quel silenzio, quell'accompagnare Cristo fino alla fine è ciò che viviamo ogni giorno pensando a tutte le vittime del virus, al calvario loro e delle loro famiglie. Arriverà la Pasqua che ci restituirà nuovi alla vita, quella spirituale, ma anche quella di tutti i giorni.

venerdì, marzo 13, 2020

TEMPO DI COPRIFUOCO

Ho perso il conto dei giorni. Siamo in un tempo sospeso, vuoto, in cui i rapporti umani sono ridotti al minimo indispensabile per evitare di aumentare il contagio. all'inizio hanno chiuso solo le scuole,, i musei, i cinema,  poi hanno favorito il più possibile il lavoro in remoto, da casa, per diminuire le possibilità di contagio. Ma ancora, con qualche precauzione, ci si poteva muovere. Poi tutto è cambiato, in maniera ancora più radicale, ci hanno detto di stare a casa, non uscire dal proprio comune di residenza, limitare le uscite all'aria aperta al minimo indispensabile: fare la spesa, andare in farmacia, andare ad accudire i genitori anziani...La città si è svuotata, ora c'è un grandissimo silenzio a tutte le ore, per strada pochissime persone che si salutano e furtivamente cambiano marciapiede. ci sono code per entrare a fare la spesa e per andare in farmacia perché tutti osservano la distanza di sicurezza di un metro e mezzo, gli autobus sono vuoti. Io esco tutte le mattine, faccio una camminata, scatto qualche foto, faccio un po' di spesa e torno a casa. Mi sembra di essere come in convalescenza dopo una brutta influenza: passi lenti, la testa che gira un po' per l'aria primaverile e il piacere di sentire il calore del sole sul viso. Prima o poi finirà, deve finire in un modo o nell'altro.
#iostoacasa
#andràtuttobene

giovedì, marzo 05, 2020

IN PINACOTECA

Pomeriggio di relax per non pensare al virus incombente in questo momento di sospensione forzata. Con la mia amica Sandra abbiamo deciso di andare a visitare la Pinacoteca, perché alla fine proprio lì, purtroppo, ma per questa volta per fortuna, eravamo sicure di non trovare ressa. E difatti eravamo in sei o sette persone in tutto. Ci siamo beate dei Guido Reni, dei Carracci, dei Guercino sedendoci e riflettendo sul fatto che quei quadri servivano da catechesi per un popolo che non sapeva leggere. Ci siamo divertite a guardarli cercando di indovinare i santi e i racconti biblici raffigurati senza leggere le didascalie. Abbiamo anche incontrato una giovane restauratrice che stava monitorando un quadro che sta per partire per Washington, e mentre lei ci raccontava tutte le procedure necessarie noi ci siamo davvero inorgoglite: un quadro della nostra Pinacoteca richiesto a Washington! E il nostro Raffaello in prestito a Roma!
E' stata una passeggiata in mezzo a secoli di storia della nostra città che ha prodotto cultura famosa in tutta Europa dal 1600 in poi. E per 2 ore ci siamo scordate il virus! La cultura salva anche da questo.

sabato, febbraio 29, 2020

MA GLI ANDROIDI USANO BICI ELETTRICHE?

Aspettando il proprio turno per lavare la macchina, in una fila lunga lunga, non c'è altro che guardarsi intorno. E così, sotto un bellissimo sole già primaverile, ecco qualcuno che prova la nuova, bellissima, bicicletta elettrica.
Confesso di avere osservato con molto interesse. Adoro andare in bicicletta e in città cerco di usarla sempre, e uso una vecchia bici, comprata ben 37 anni fa, con il mio primo stipendio! E' ancora una bella bici, accessoriata con due belle borse capienti e un bel cestino davanti e la amo tantissimo, ma il fascino della bicicletta con la pedalata assistita...
Ah, il titolo riprende quello di un racconto di Philip K. Dick: Gli androidi sognano pecore elettriche? da cui è stato tratto Blade Runner.

domenica, febbraio 23, 2020

VOGLIA DI MARE

Da quando lavoro alle terme, e sono molti anni oramai, non ho più fatto le classiche vacanze al mare, quelle che  facevamo con i figli in Sardegna, cambiando spiaggia ogni giorno, portandoci dietro il pranzo, le pinne e la maschera e poco altro. Vacanze a inizio estate, tra fine giugno e primi di luglio, con poca gente in giro e il profumo salmastro del mare e della macchia mediterranea. Lunghissimi bagni in un mare salato e trasparente che ci mostrava meraviglie incredibili, ore a giocare con le stelle marine, rovesciandole a pancia in su per aspettare che come dei neonati si rivoltassero, o aspettando che il polipo nascosto tra gli scogli, e che ci osservava con il suo occhio intelligente, approfittasse di un attimo di disattenzione per fuggire con la rapida spinta dei tentacoli. E poi il sale che faceva tirare la pelle mentre al sole si mangiava o si leggeva o si dormicchiava. A volte ci si sedeva su uno scoglio con i piedi nell'acqua e ci si divertiva a guardare i piccoli gamberetti curiosi che piano piano si avvicinavano, dando minuscoli morsetti ai nostri piedi a mollo in quell'acqua cristallina. Sì, mi manca quel mare con le sue giornate calde, rinfrescate dall'acqua, punteggiate dalle nuotate e da lunghe letture. Sono tornata al mare, nei giorni scorsi, per un congresso. Un mare diverso, con una spiaggia larga e lunga, piatta, con ancora le dune a proteggere i lidi. Ma proprio quelle dune tengono lontano le costruzioni troppo vicine e fanno godere del rumore delle onde, del profumo della risacca, delle grida dei gabbiani, mentre sotto le scarpe senti lo scricchiolio delle piccole conchiglie. Il sole di questo strano febbraio, così caldo e luminoso, scalda la pelle, lascia esporre il viso alla fresca brezza marina e mi consola un po'.