giovedì, aprile 30, 2015
giovedì, febbraio 19, 2015
Still Alice
Un bellissimo film, intenso e per niente scontato sulla malattia del secolo, che non è più il cancro bensì la Malattia di Alzheimer.
Un film che apre a molte considerazioni sul rapporto con la malattia in generale, con i malati, e in particolari con quelli affetti da demenze.
La protagonista, parlando della malattia, dice: diventiamo ridicoli...ecco, questa è la differenza, ad esempio, con chi si ammala di cancro, che improvvisamente si ammanta, viene ammantato, di una dignità speciale, quasi una sacralità. Invece, chissà perchè, chi si ammala di Alzheimer diventa ridicolo, buffo...
A mio parere invece dovremmo pensare a queste persone con molto affetto e tenerezza, perchè il loro cervello quasi compie un percorso inverso a quando si era piccoli: poco alla volta perdono, a ritroso, tutto ciò che avevano imparato nella vita, anche le più comuni nozioni come bere o mangiare da soli. Non dobbiamo più guardarli irritati perchè non sono più ciò che erano, e invece, ricordandoci tutto quello che sono stati, dobbiamo amarli e accudirli quasi fossero tornati neonati.
Un film che apre a molte considerazioni sul rapporto con la malattia in generale, con i malati, e in particolari con quelli affetti da demenze.
La protagonista, parlando della malattia, dice: diventiamo ridicoli...ecco, questa è la differenza, ad esempio, con chi si ammala di cancro, che improvvisamente si ammanta, viene ammantato, di una dignità speciale, quasi una sacralità. Invece, chissà perchè, chi si ammala di Alzheimer diventa ridicolo, buffo...
A mio parere invece dovremmo pensare a queste persone con molto affetto e tenerezza, perchè il loro cervello quasi compie un percorso inverso a quando si era piccoli: poco alla volta perdono, a ritroso, tutto ciò che avevano imparato nella vita, anche le più comuni nozioni come bere o mangiare da soli. Non dobbiamo più guardarli irritati perchè non sono più ciò che erano, e invece, ricordandoci tutto quello che sono stati, dobbiamo amarli e accudirli quasi fossero tornati neonati.
giovedì, gennaio 01, 2015
Buon 2015!
Inizia un altro anno, con il sole e con la voglia di ricominciare a camminare, a muoversi, con il sorriso sulle labbra e nel cuore.
Buon anno nuovo!
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Labelladdormentata
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1:49 PM
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Etichette: capodanno; auguri; 2015
martedì, dicembre 30, 2014
Soddisfazioni
L'anno finisce con una bella soddisfazione: sono entrata nei Big Five di dicembre nella pagina dell'AMFI, ovvero i medici fotografi. Mi sono conquistata il 4° e il 5° posto pari merito con colleghi a mio parere molto, molto più bravi di me.
Le foto le potete vedere qui.
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Labelladdormentata
alle
7:10 PM
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Etichette: Facebook, foto, fotografia
lunedì, dicembre 22, 2014
BUON NATALE!
E anche quest'anno Natale è giunto. L'anno si conclude con la promessa di una nuova luce che viene, speranza di una vita nuova.
Buon Natale e felice anno nuovo!
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Labelladdormentata
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12:29 PM
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giovedì, ottobre 16, 2014
In partenza...
New York! Il sogno di una vita! Che finalmente si realizza.
E' emozionante organizzare il viaggio. Ci sono le guide da leggere, i consigli da chiedere a chi già ci è stato e soprattutto c'è da preparare la valigia...
La valigia è sempre un problema, per quanto mi riguarda. Non faccio mai una lista, a dire il vero, e forse già per questo sbaglio in partenza. Ma è difficile stabilire cosa portare in una stagione di mezzo come questa, per di più sballata come quest'anno, in cui di notte fa freddo e si dorme volentieri con la copertina di lana mentre di giorno si sta bene ancora con la maglietta dalle maniche corte e gli infradito.
Per questo viaggio mi sono comprata una bellissima valigia nuova, turchese, più grande delle mie solite valigine 48 ore che mi accompagnano due volte al mese a Milano. Questa volta il viaggio è lungo, ben 10 giorni. E così si comincia, io parto dalla biancheria intima, e qui il pensiero va alla mia amica Viviana che ha sempre paura di rimanere senza mutande e se ne porta sempre dietro un numero inverosimile. Una volta ci fu una bella discussione corale, su FB, sul numero adeguato di mutande da portarsi dietro quando si viaggia. C'era chi si porta solo mutande vecchie che butta direttamente dopo l'uso, chi se ne porta un numero doppio rispetto ai giorni in cui si sta via, c'è chi se ne porta la metà, tanto poi le lava in albergo. Io sono pigra, quindi ho deciso che il numero adeguato è quello corrispondente al numero di giorni, più uno, perchè sì, insomma...non si sa mai...
Poi c'è la questione beauty-case: grande, piccolo, medio...Sono andata da Muji e mi sono presa un beauty morbido, superaccessoriatissimo, nel senso che ha gli elastici fermabottigline, e mi sono presa pure le bottigline e i barattolini per la crema viso e la crema mani in modo da non dovermi portare confezioni giganti. Sempre da Muji mi sono anche fatta un regalo bellissimo: l'astuccio con il quaderno dove fare il diario di viaggio e uno stick di colla per incollare le cartoline. Quasi quasi mi porto pure le matite colorate...vorrei che questo viaggio sia il più creativo possibile.
Sono diventata brava con il numero di scarpe, invece, solo due paia: quelle che ho ai piedi e un paio di stivaletti comodi, visto che secondo le previsioni a New York le temperature dovrebbero abbassarsi. Insomma, praticamente tutto pronto, compreso due confezioni di cerotti antivesciche e i riduttori per le prese elettriche. Ora non resta che sistemare il bagaglio a mano e domani mattina si parte.
La foto qua sopra, ovviamente, non è mia, ma l'ho "rubata" all'amico fotografo Patrizio Napolitano, che a New York è stato il mese scorso.
E' emozionante organizzare il viaggio. Ci sono le guide da leggere, i consigli da chiedere a chi già ci è stato e soprattutto c'è da preparare la valigia...
La valigia è sempre un problema, per quanto mi riguarda. Non faccio mai una lista, a dire il vero, e forse già per questo sbaglio in partenza. Ma è difficile stabilire cosa portare in una stagione di mezzo come questa, per di più sballata come quest'anno, in cui di notte fa freddo e si dorme volentieri con la copertina di lana mentre di giorno si sta bene ancora con la maglietta dalle maniche corte e gli infradito.
Per questo viaggio mi sono comprata una bellissima valigia nuova, turchese, più grande delle mie solite valigine 48 ore che mi accompagnano due volte al mese a Milano. Questa volta il viaggio è lungo, ben 10 giorni. E così si comincia, io parto dalla biancheria intima, e qui il pensiero va alla mia amica Viviana che ha sempre paura di rimanere senza mutande e se ne porta sempre dietro un numero inverosimile. Una volta ci fu una bella discussione corale, su FB, sul numero adeguato di mutande da portarsi dietro quando si viaggia. C'era chi si porta solo mutande vecchie che butta direttamente dopo l'uso, chi se ne porta un numero doppio rispetto ai giorni in cui si sta via, c'è chi se ne porta la metà, tanto poi le lava in albergo. Io sono pigra, quindi ho deciso che il numero adeguato è quello corrispondente al numero di giorni, più uno, perchè sì, insomma...non si sa mai...
Poi c'è la questione beauty-case: grande, piccolo, medio...Sono andata da Muji e mi sono presa un beauty morbido, superaccessoriatissimo, nel senso che ha gli elastici fermabottigline, e mi sono presa pure le bottigline e i barattolini per la crema viso e la crema mani in modo da non dovermi portare confezioni giganti. Sempre da Muji mi sono anche fatta un regalo bellissimo: l'astuccio con il quaderno dove fare il diario di viaggio e uno stick di colla per incollare le cartoline. Quasi quasi mi porto pure le matite colorate...vorrei che questo viaggio sia il più creativo possibile.
Sono diventata brava con il numero di scarpe, invece, solo due paia: quelle che ho ai piedi e un paio di stivaletti comodi, visto che secondo le previsioni a New York le temperature dovrebbero abbassarsi. Insomma, praticamente tutto pronto, compreso due confezioni di cerotti antivesciche e i riduttori per le prese elettriche. Ora non resta che sistemare il bagaglio a mano e domani mattina si parte.
La foto qua sopra, ovviamente, non è mia, ma l'ho "rubata" all'amico fotografo Patrizio Napolitano, che a New York è stato il mese scorso.
martedì, settembre 09, 2014
60 anni!
Un altro cambio di decina, una nuova tappa nella mia vita. Forse sto diventando grande, ma non ne sono troppo sicura...E un modo originale di passare il compleanno.
Nessuna festa, che tanto se non me la organizzo io.... e allora ecco l'occasione che aspettavo: l'inaugurazione della mostra fotografica di Silvia Camporesi e Valentina D'Accardi a Rimini, al Museo della Città, che in realtà era il vecchio Ospedale dei Bambini, o meglio, come lo chiamano lì, l'Ospedalino.
Una mostra sui luoghi dismessi, abbandonati, sulla memoria e la nostalgia, vista in due modi diversi eppure così complementari. Due tecniche differenti, digitale Silvia e analogico Valentina, che però sfociano in effetti pittorici, con il dipingere a mano ogni foto una per una dell'una e con la conoscenza e l'uso magistrali dello sviluppo della pellicola dell'altra, che arrivano a suggerire storie di questi luoghi a metà tra il reale e la favola.
E il contesto di questa mostra, coerentemente, non poteva essere altro che un ospedale dismesso, recuperato ma lasciato al grezzo: uno spazio espositivo straordinario, luminoso e pieno di fascino.
Questa mostra faceva parte poi di un evento ancora più interessante, una intera settimana dedicata alla fotografia, con nomi e opere prestigiose della fotografia contemporanea.
Che dire? non poteva essere altro che così, questo compleanno perfetto.
Nessuna festa, che tanto se non me la organizzo io.... e allora ecco l'occasione che aspettavo: l'inaugurazione della mostra fotografica di Silvia Camporesi e Valentina D'Accardi a Rimini, al Museo della Città, che in realtà era il vecchio Ospedale dei Bambini, o meglio, come lo chiamano lì, l'Ospedalino.
Una mostra sui luoghi dismessi, abbandonati, sulla memoria e la nostalgia, vista in due modi diversi eppure così complementari. Due tecniche differenti, digitale Silvia e analogico Valentina, che però sfociano in effetti pittorici, con il dipingere a mano ogni foto una per una dell'una e con la conoscenza e l'uso magistrali dello sviluppo della pellicola dell'altra, che arrivano a suggerire storie di questi luoghi a metà tra il reale e la favola.
E il contesto di questa mostra, coerentemente, non poteva essere altro che un ospedale dismesso, recuperato ma lasciato al grezzo: uno spazio espositivo straordinario, luminoso e pieno di fascino.
Questa mostra faceva parte poi di un evento ancora più interessante, una intera settimana dedicata alla fotografia, con nomi e opere prestigiose della fotografia contemporanea.
Che dire? non poteva essere altro che così, questo compleanno perfetto.
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Labelladdormentata
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11:02 PM
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Etichette: 2014, compleanni, foto, Rimini, settembre
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