lunedì, settembre 30, 2013

NAPOLI

 La nuova stazione della metro a via Toledo. Una meravigliosa sorpresa. In una città così piena di problemi, ecco un'opera pubblica incredibilmente avveniristica, luminosa, bella, curata, piena di opere d'arte.
Hanno impiegato tanto tempo, ma forse da qui potrebbe ripartire il riscatto di una città bellissima, ma tanto, tanto "sgaruppata".
E non è solo questa la stazione rinnovata. Anche altre nel corso di questi ultimi anni sono state rinnovate, sempre chiamando, per ognuna, bravi artisti che hanno trasformato delle stazioni che raccolgono la quotidianità, la fatica, la corsa di ogni giorno in un meraviglioso museo aperto a tutti, davanti al quale, ogni tanto, ci si può anche fermare stupiti a guardare.
Ed è incredibile vedere che lì, a Napoli, città piena di reperti romani, di grotte e anfratti sotterranei, siano riusciti a compiere opere così ardite e belle, sicuramente difficili da realizzare, eppure...eppure Napoli ha una metropolitana moderna ed efficiente. E bella!











domenica, giugno 23, 2013

La danza

Femminilità, sensualità, gioia, intensità, complicità, determinazione, energia, bellezza, creatività...
Tutto questo viene espresso in queste danze.
Un meraviglioso mondo femminile illuminato dalla luna in una calda notte di inizio estate.





lunedì, giugno 10, 2013

C'ERA UNA VOLTA....

C'erano una volta tre tappi equilibristi. Belli, di vero sughero, tatuati proprio come si addice a dei veri artisti. Erano tappi di alto lignaggio: provenivano da un'antica famiglia di tappi francesi, tappi da bottiglie di Champagne, anche se le loro origini in realtà erano italiane, di vecchie querce da sughero cresciute in Sardegna!
Mostravano la loro arte solo durante occasioni speciali, particolarmente festose e frizzanti, schizzando fuori dai colli delle bottiglie con dei fragorosi HOPLA' che facevano sobbalzare tutti i presenti e saltavano così in alto da suscitare degli OOOOOHHH di meraviglia da parte di tutti. Nessun altro tappo era mai stato capace di volare così in alto come loro! E l'altra loro caratteristica era quella di ricadere nei posti più impensati: nelle scollature delle signore, sulle teste dei signori calvi, dentro i piattilasciati incautamente sulla tavola! Ma tutti erano felici al loro arrivo, e poi erano simpatici, perchè una volta ritrovati, si lasciavano graziosamente posare sulla tavola dove continuavano a stupire tutti con ogni sorta di gioco di equilibrio.
Ma un brutto giorno i 3 fratelli si accorsero di non riuscire più a entrare nel collo della loro bottiglia!  Erano ingrassati e non passavano più. I fratelli erano disperati: come avrebbero fatto a stupire le persone senza più la possibilità di schizzare fuori all'unisono, creando magiche traiettorie, senza poter rientrare nelle bottiglie di quel vino allegro e pieno di bollicine?
La tristezza era così grande che persero ogni entusiasmo, smisero di saltellare allegramente e cominciarono a stare sdraiati tutto il giorno, rotolandosi pigramente in su e in giù sulla tovaglia senza più nessuna voglia di giocare.
Ogni tanto uno di loro si alzava cercando di convincere gli altri almeno a riprendere una posizione più dignitosa, ma niente, gli altri non ne volevano sapere.

 Li vide il babbo Daniele, si commosse a vederli così sconsolati, e pensò che quei tre simpatici tappi avrebbero potuto continuare a saltare allegramente per la gioia del suo bimbo Michele, e di tutti gli altri amici.
Raccolse i 3 tappi, li guardò ben bene, li accarezzò e li portò al suo bimbo che subito cominciò a farli saltellare sulle spalle e sulle schiene degli altri bambini e degli zii che sgranavano gli occhi e si mettevano a ridere felici, raccoglievano i 3 tappi e li riportavano a Michele che di nuovo li faceva saltellare. Certo non erano più i grandi voli di una volta, ma tra le mani di quel bambino quei 3 tappi ricominciarono a
 distribuire felicità e sorrisi a tutti quanti.

mercoledì, maggio 01, 2013

L'OASI FELINA

 Finalmente la mattina adatta per andare all'oasi a fotografare i gatti. Il luogo è incantevole, una piccola collinetta in un quartiere periferico che sta piano piano prendendo forma. Una di quelle periferie anonime senza negozi, circondate da centri commerciali, ma con un bellissimo parco ben tenuto.
Già da fuori la recinzione vedo i gatti fuori, in mezzo all'erba, alcuni che giocano altri che sonnecchiano o si guardano pigri intorno. Poi mi vedono e uno alla volta, chi di fretta, chi stiracchiandosi pigramente prima di muoversi, mi vengono incontro, curiosi.
Passo il primo cancello e poi il secondo ed eccomi accolta da sette, otto micioni affettuosi che subito si strusciano contro le mie gambe, miagolando piano e facendo quel buffo verso che è una specie di risata gioiosa che sfocia in un coro di fusa soddisfatte.
Mi abbasso per accarezzarli e si fanno intorno e c'è chi vuole più coccole degli altri e allora diventa insistente e coraggioso al punto da saltarmi in braccio per potersi strusciare meglio contro il mio collo, la mia guancia. In un altro momento quel micio sarebbe diventato mio per sempre, come anche l'altro micio che è salito sul mio collo, come
faceva la mia Mamao...
Questi gatti sono tutti molto affettuosi e tranquilli e ben tenuti, hanno il pelo lucido e morbido e folto, segno che stanno davvero bene. La maggior parte di loro erano gatti di casa, abitavano con anziani che purtroppo sono morti e nessun figlio o nipote ha voluto prendersi cura di questi piccoli compagni di una vita. Ora aspettano una nuova adozione, una nuova famiglia che li accolga, anche se la maggior parte di loro è oramai adulta.
Nel fotografarli in questo che è il loro ambiente mi diverto ad osservare i loro caratteri, così diversi. C'è ad esempio chi vuole farsi notare in tutti i modi, quindi sale sui tetti e i davanzali delle casine per rimanere all'altezza dei miei occhi, e si produce in evoluzioni mirabolanti, cercando di richiamare la mia attenzioni con miagolii veementi se non li guardo. C'è chi mi segue passo passo e mi tiene sotto controllo, perchè è il capobanda, ma non vuole essere accarezzato, almeno non due volte di seguito. C'è chi dorme tranquillo nell'erba e non apre nemmeno un occhio anche se mi avvicino a meno di un metro. E c'è chi, appena mi chino per scattare, mi corre incontro e infila il naso nell'obiettivo della macchina fotografica, curioso di capire di che roba si tratta.  Nelle casine ci sono comode cucce calde e anche lì ci sono mici, addormentati, tranquilli, che non si scompongono minimamente dal fatto che siamo lì con le macchine fotografiche a disturbare i loro sonni. Basteth, una bellissima gatta a pelo lungo, alza la testa e ci guarda annoiata, dea dei gatti, regale. Accetta gli omaggi di coccole, ma non si concede, la dea.
Questi piccoli leoni morbidi e affettuosi sono una cura potente contro la malinconia, ti inducono all'osservazione, alla meditazione, rispettano il tuo desiderio di privacy, e sanno, misteriosamente, quando hai voglia di coccole. Non sono mai invadenti, sempre contenuti, perchè loro sanno e saggi conservano il loro nome vero e i loro pensieri più intimi.

sabato, aprile 06, 2013

CAIAN E LE ALTRE

 Caian, ovvero Carmen. Ci conosciamo da tanti anni, grazie alla vecchia chat del Ruggito del Coniglio. Spiritello allegro, con un umorismo ironico e tagliente, mi è sempre piaciuta. Potrebbe quasi essere una figlia, invece è un'amica.
Un'amicizia cresciuta ultimamente, grazie alla sua gentilezza e generosità: l'offerta di condividere con me i suoi punti premio all'Hilton di Palermo, un precedente invito a casa sua per stare un po' insieme anche con Orietta, e questa volta l'ospitalità, sempre a casa sua, per andare a vedere la mostra di Mirò a Genova.
 La sua pazienza è straordinaria: ha sopportato il mio continuo fermarmi a fare foto, senza mai sbuffare o mostrare fastidio, anzi, a volte quasi partecipando. Ha sopportato anche l'essere stata trascinata proditoriamente a una mostra fotografica assolutamente non prevista nei programmi senza un lamento, pur confessando che la fotografia non solo non le piace, ma l'annoia e forse la irrita anche un po'...Come non volerle bene?
A proposito delle foto...Caian un po' si imbarazza quando la fotografo, ma si mette sempre diligentemente in posa, atteggiando anche una mossa con la gambetta che la rende terribilmente simpatica. Ma non ha ancora capito che non lo deve fare quando è su una scala mobile....
E' una brava guida, conosce tutti gli angolini e le storie più caratteristiche di Pavia ed è un vero piacere passeggiare con lei per la città.
Conosce anche i bar migliori dove fare colazione e le trattorie dove si può mangiare bene a poco. Una risorsa preziosa!
Pavia
 E' una guida talmente brava da avere domato anche il tempo, che era stato piovoso per tutta la settimana.
Una mattinata passeggiando chiacchierando e visitando la città, la tomba di S. Agostino, la chiesa di S. Teodoro e le rive del Ticino.
E nel pomeriggio Milano, ma una parte che non conoscevo: la Certosa, molto più piccola di quella di Pavia, ma altrettanto bella e suggestiva.


Certosa di Milano

Caian a Porta Nuova
Annalisa

 Alla sera cena con Annalisa, altra amica cara. Ci conosciamo da tanto tempo anche con lei, ma è stata la prima volta che ci siamo incontrate. Bella, giovane, allegra. E la serata si è riempita delle nostre risate, delle confidenze, e anche dei nostri commenti su certi strani individui seduti al tavolo vicino al nostro...
La gambetta
 E poi Ieia, cioè Valeria.
Una vita straordinaria, ricominciata un sacco di volte, un sorriso meraviglioso e anche lei una pazienza infinita a sopportare il mio obiettivo.
Abbiamo affrontato Genova con quel sorriso un po' così, ed era quello giusto, illuminato dal sole e sferzato da un gelido vento di tramontana che ci ha fatto camminare senza fatica e scherzare e anche parlare di noi, raccontarci.
Giorni fra amiche, solo noi donne, di età diverse ma di pensieri comuni e tanta sorellanza.

Mirò

Ieia/Valeria


mercoledì, marzo 06, 2013

LA MIA TORTA BAROZZI

Non ho mai assaggiato la vera torta Barozzi che fanno a Vignola, ma tanti anni fa, leggendo una rivista, trovai questa ricetta che la giornalista aveva estrapolato assaggiando la famosa torta. Come dicevo, non so se corrisponde alla vera torta, ma in famiglia, e non solo, piace molto.
Ingredienti: zucchero 200 g., burro 130 g., 3 uova, cacao amaro 30 g., cioccolato fondente 100 g., fecola 30 g., 2 cucchiai di caffè macinato finissimo, farina e burro per la tortiera.

Grattugiare il cioccolato e imburrare una tortiera di circa 26 cm. di diametro, a bordi alti, e infarinatela.
Ponete in una ciotola il burro ammorbidito a pezzetti e lavoratelo con un cucchiaio di legno fino ad averlo come una crema. Soltanto allora unitevi poco alla volta, e alternandoli, lo zucchero, i tuorli, la fecola, il cacao, il cioccolato e il caffè. Quando gli ingredienti saranno bene amalgamati accendere il forno a 190°.
Montate a neve fermissima gli albumi, quindi amalgamateli con delicatezza al composto. Versatelo nella tortiera, livellatelo, ponetelo nel forno già caldo e abbassatelo a 180°. Lasciate cuocere per circa 40 minuti.

TORTANO O CASATIELLO DELLA PIPPYMAMMA


Ieri ho pensato di rifare il tortano, non casatiello perchè ancora è presto per metterci le uova sopra, siamo ancora in quaresima.
Ci vogliono per l'impasto: 500 g. di farina (uso la 0), 125 g. di sugna o strutto, 1 cubetto e 1/2 di lievito di birra (38 g.), acqua tiepida quanto basta, sale e molto pepe.
Per il ripieno: prosciutto cotto 50 g., salame 30 g., provolone piccante 60 g., provolone dolce 60 g., pecorino romano 60 g., 1 uovo sodo, tutto a dadolini.
Per decorare 4 uova sode, 1 tuorlo sbattuto.

Preparare l'impasto come per la pizza: su una superficie infarinata fare una piccola fontana con un po' di farina, nel mezzo sciogliere il lievito con l'acqua tiepida, mettendo il sale alla periferia della farina e impastare, aggiungendo il resto della farina poco alla volta e lavorare energicamente con le mani finchè l'impasto non sarà compatto e un po' elastico. Farne un panetto rotondo e lasciarlo lievitare in luogo tiepido per 1 ora e mezzo. A questo punto aggiungere all'impasto sugna e pepe, lavorandolo ancora un po'.
Stendere la pasta sul tavolo (meglio su un foglio di carta-forno per aiutarsi dopo a chiudere il tortano) in una forma rettangolare, poi cospargere con il ripieno e chiudere la pasta a rotolo lungo il lato più lungo.
Adagiare il rotolo sul tortano, l'apposito stampo, unto con la sugna e poggiare le 4 uova sulla superficie, fissandole con 2 striscioline di pasta messe a forma di x.
Lasciarlo lievitare per altre 3 ore circa. Dopo lievitato, far cuocere in forno già caldo a 200° per 15 minuti, poi abbassare a 180° e far cuocere fino a che non diventa dorato. Poco prima di sfornare, spennellare la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto.