giovedì, luglio 10, 2014

I fichi di Marina

Eccoli qui, i fichi del giardino di Marina Cepeda Fuentes. Per tanto tempo ci ha tenuto compagnia alla radio con la sua rubrica di cucina e di tanto, tantissimo altro. Non si parlava solo di cibo ma anche di tradizioni, di usanze, di ricette di famiglia, di santi, pleniluni, leggende e magie.
Nel tempo siamo diventate amiche, pur senza mai esserci conosciute di persona.
Marina se n'è andata un mese fa, ma continua a farmi compagnia attraverso piccole cose che tornano. Oggi sono stati proprio i fichi. Sono entrata dal fruttivendolo e mentre cercavo con lo sguardo la frutta da comprare, eccoli lì, i fichi, pochi, dentro una scatola, esattamente come questi, con la buccia quasi sul punto di spaccarsi. Ne ho presi due, che di più sarebbero stati troppi, e appena tornata in camera me li sono davvero gustati, con calma, prima uno e poi l'altro, dolci e saporiti, fresca merenda estiva. E mi sono tornate in mente le merende che facevo in Sardegna, a Decimomannu, a casa dello zio Carlo e di zia Rosetta, in giro con mia cugina Gabriella per tutta la tenuta, che allora mi sembrava immensa, e ogni tanto io e lei allungavamo la mano a raccogliere un fico, una volta dall'albero dei fichi chiari e una volta da quello dei fichi neri. Buoni, dolcissimi, sceglievamo quelli con la buccia spaccata, segno della completa maturazione. Tornavamo a casa con la faccia e le mani appiccicose! E le bucce venivano lanciate alle galline che becchettavano libere per tutta la tenuta e che felici e starnazzanti si litigavano quelle leccornie.
Grazie, cara amica mia.

lunedì, aprile 21, 2014

PASQUA 2014


Buona Pasqua

sabato, marzo 08, 2014

8 MARZO 2014


Proverbi 31, 10-31

10Una donna forte chi potrà trovarla?
 
11In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
12Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita

13Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Ben superiore alle perle è il suo valor
 
14È simile alle navi di un mercante,
fa venire da lontano le provviste.
 
15Si alza quando è ancora notte,
distribuisce il cibo alla sua famiglia
e dà ordini alle sue domestiche.
 
16Pensa a un campo e lo acquista
e con il frutto delle sue mani pianta una vigna.
 
17Si cinge forte i fianchi
e rafforza le sue braccia.
 
18È soddisfatta, perché i suoi affari vanno bene;
neppure di notte si spegne la sua lampada.
 
19Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
 
20Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
 
21Non teme la neve per la sua famiglia,
perché tutti i suoi familiari hanno doppio vestito.
 
22Si è procurata delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti.
 
23Suo marito è stimato alle porte della città,
quando siede in giudizio con gli anziani del luogo.
 
24Confeziona tuniche e le vende
e fornisce cinture al mercante.
 
25Forza e decoro sono il suo vestito
e fiduciosa va incontro all'avvenire.
 
26Apre la bocca con saggezza
e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà.
 
27Sorveglia l'andamento della sua casa
e non mangia il pane della pigrizia.
 
28Sorgono i suoi figli e ne esaltano le doti,
suo marito ne tesse l'elogio:
 
29"Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti,
ma tu le hai superate tutte!".
 
30Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
 
31Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani
e le sue opere la lodino alle porte della città.


martedì, dicembre 17, 2013



BUON NATALE!

lunedì, settembre 30, 2013

NAPOLI

 La nuova stazione della metro a via Toledo. Una meravigliosa sorpresa. In una città così piena di problemi, ecco un'opera pubblica incredibilmente avveniristica, luminosa, bella, curata, piena di opere d'arte.
Hanno impiegato tanto tempo, ma forse da qui potrebbe ripartire il riscatto di una città bellissima, ma tanto, tanto "sgaruppata".
E non è solo questa la stazione rinnovata. Anche altre nel corso di questi ultimi anni sono state rinnovate, sempre chiamando, per ognuna, bravi artisti che hanno trasformato delle stazioni che raccolgono la quotidianità, la fatica, la corsa di ogni giorno in un meraviglioso museo aperto a tutti, davanti al quale, ogni tanto, ci si può anche fermare stupiti a guardare.
Ed è incredibile vedere che lì, a Napoli, città piena di reperti romani, di grotte e anfratti sotterranei, siano riusciti a compiere opere così ardite e belle, sicuramente difficili da realizzare, eppure...eppure Napoli ha una metropolitana moderna ed efficiente. E bella!











domenica, giugno 23, 2013

La danza

Femminilità, sensualità, gioia, intensità, complicità, determinazione, energia, bellezza, creatività...
Tutto questo viene espresso in queste danze.
Un meraviglioso mondo femminile illuminato dalla luna in una calda notte di inizio estate.





lunedì, giugno 10, 2013

C'ERA UNA VOLTA....

C'erano una volta tre tappi equilibristi. Belli, di vero sughero, tatuati proprio come si addice a dei veri artisti. Erano tappi di alto lignaggio: provenivano da un'antica famiglia di tappi francesi, tappi da bottiglie di Champagne, anche se le loro origini in realtà erano italiane, di vecchie querce da sughero cresciute in Sardegna!
Mostravano la loro arte solo durante occasioni speciali, particolarmente festose e frizzanti, schizzando fuori dai colli delle bottiglie con dei fragorosi HOPLA' che facevano sobbalzare tutti i presenti e saltavano così in alto da suscitare degli OOOOOHHH di meraviglia da parte di tutti. Nessun altro tappo era mai stato capace di volare così in alto come loro! E l'altra loro caratteristica era quella di ricadere nei posti più impensati: nelle scollature delle signore, sulle teste dei signori calvi, dentro i piattilasciati incautamente sulla tavola! Ma tutti erano felici al loro arrivo, e poi erano simpatici, perchè una volta ritrovati, si lasciavano graziosamente posare sulla tavola dove continuavano a stupire tutti con ogni sorta di gioco di equilibrio.
Ma un brutto giorno i 3 fratelli si accorsero di non riuscire più a entrare nel collo della loro bottiglia!  Erano ingrassati e non passavano più. I fratelli erano disperati: come avrebbero fatto a stupire le persone senza più la possibilità di schizzare fuori all'unisono, creando magiche traiettorie, senza poter rientrare nelle bottiglie di quel vino allegro e pieno di bollicine?
La tristezza era così grande che persero ogni entusiasmo, smisero di saltellare allegramente e cominciarono a stare sdraiati tutto il giorno, rotolandosi pigramente in su e in giù sulla tovaglia senza più nessuna voglia di giocare.
Ogni tanto uno di loro si alzava cercando di convincere gli altri almeno a riprendere una posizione più dignitosa, ma niente, gli altri non ne volevano sapere.

 Li vide il babbo Daniele, si commosse a vederli così sconsolati, e pensò che quei tre simpatici tappi avrebbero potuto continuare a saltare allegramente per la gioia del suo bimbo Michele, e di tutti gli altri amici.
Raccolse i 3 tappi, li guardò ben bene, li accarezzò e li portò al suo bimbo che subito cominciò a farli saltellare sulle spalle e sulle schiene degli altri bambini e degli zii che sgranavano gli occhi e si mettevano a ridere felici, raccoglievano i 3 tappi e li riportavano a Michele che di nuovo li faceva saltellare. Certo non erano più i grandi voli di una volta, ma tra le mani di quel bambino quei 3 tappi ricominciarono a
 distribuire felicità e sorrisi a tutti quanti.