mercoledì, novembre 20, 2019
martedì, novembre 19, 2019
C'ERA UNA VECCHINA PICCINA PICCINA PICCIO'...
"C'era una volta una vecchina piccina piccina picciò che aveva una gallina piccina piccina picciò. Un giorno la gallina piccina piccina picciò fece un ovino piccino pccino picciò. Allora la vecchina piccina piccina picciò fece una frittatina piccina piccina picciò ma venne una moschina piccina piccina picciò che si mangiò la frittatina piccina piccina picciò e la povera vecchina piccina piccina picciò restò senza la frittatina piccina piccina picciò."
Naturalmente ad un simile epilogo mio fratello e io spalancavamo la bocca per mangiare qualsiasi cosa mamma ci proponesse, non fosse mai che arrivasse la moschina piccina piccina picciò a mangiare il nostro cibo!
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domenica, novembre 17, 2019
LA PRIMA NEVE
Un amico, vedendo questa foto, ha commentato: non vorrei essere al tuo posto, ma lui è mediterraneo, detesta il freddo, e non conosce quel leggero senso di felicità che riempie il cuore ogni volta che comincia a nevicare. Si torna bambini, quando la neve significava andare fuori ben coperti con lo slittino e correre su e giù per una collinetta vicino casa per tutto il pomeriggio, in realtà poche ore, visto che alle 4 è già buio, e tornare a casa con le guance rosse e le mani intirizzite e fare merenda con la cioccolata calda preparata dalla mamma. Ecco, forse è per questo che ancora il cuore si riempie di sorrisi e gli occhi di felicità ogni volta che nevica. O forse è tutto quel bianco e il silenzio che mettono pace, che per un momento nascondono i rovelli e i rumori.
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3:18 PM
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mercoledì, ottobre 30, 2019
DELICATEZZA
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venerdì, settembre 27, 2019
IO E LE MIE RUGHE
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mercoledì, settembre 18, 2019
FRAGILITA'
Sessantacinque anni: età di passaggio che ufficialmente ti sposta nell'anzianitudine. E prima pensi ai vantaggi: gli sconti in treno, al cinema...Ti senti una pantera grigia, ancora piena di cose da fare, di energia, di voglia di scoprire nuovi orizzonti, di fare viaggi. Nuoti, fai camminate, cominci ad andare anche su per i sentieri di montagna, prima volta nella tua vita, insieme al gruppo di fotografia che frequenti assiduamente e non senti la differenza di età, non completamente almeno. Poi inciampi stupidamente e cadi male, non riesci a cadere bene perché in realtà i tuoi muscoli non fanno più il loro dovere e senti un dolore insopportabile alla schiena che non ti permette nemmeno di respirare. Ma resisti e anzi immediatamente ti butti in acqua e nuoti le tue 30 vasche, ma poi devi arrenderti: il dolore è troppo forte. Ti fai quindici giorni di punturoni e tenti anche di fare un po' di yoga nella speranza che ti aiuti ad allentare quella morsa alla schiena che quasi non ti fa camminare nè girare nel letto e invece stai molto peggio e scopri che i muscoli non rispondono più come prima.. Però continui a nuotare e lavorare, ma poi devi arrenderti. Fai la risonanza ed il responso è quello che temevi e non volevi sentire: frattura di una vertebra lombare. E allora tutto cambia. Ti dicono che devi mettere il busto e devi stare tranquilla, non puoi più nuotare ne' fare sforzi. Ma come si fa? Però cerchi di fare la brava, ma ti senti improvvisamente fragile. E tutto cambia prospettiva: chi avrebbe dovuto essere al tuo fianco per sorreggerti è diventato più fragile di te e sei tu che devi sostenerlo...Forse non mi piace più così tanto invecchiare...
giovedì, agosto 15, 2019
GINO COVILI
Sono rimasta folgorata dai suoi quadri, che raccontano un'umanità eroica, fatta di duro lavoro, di fatica, anche di povertà, ma appunto eroica, fiera, sempre dignitosa. Anche la natura che dipinge presenta la stessa fatica, la stessa eroica capacità di resistere. E' una natura capace di urlare attraverso i nodi delle sue cortecce e le braccia nodose dei suoi rami.
Particolarmente suggestivi, anche se a volte davvero crudi, i quadri sulla resistenza, a cui lui partecipò. Ma bellissima e particolare anche la serie sugli esclusi che a volte ricordano alcune fotografie di Berengo Gardin e Carla Cerati scattate negli anni 60 nei manicomi. Poi ci sono i grandi quadri collettivi: La processione, La formazione della cooperativa, La Festa da ballo...
Ho potuto rinnovare l'emozione provata davanti a quei quadri che ogni volta mi mostrano un particolare nuovo e dai quali fatico a staccare lo sguardo, visitando la casa di Gino, da lui costruita negli anni 70 e nella quale ha vissuto fino alla morte. Gli eredi, i nipoti che lì hanno vissuto con i genitori e i nonni, l'hanno trasformata in casa museo, ed è una casa viva, dove puoi sederti sul divano e lasciarti incantare dall'Ultimo eroe, di ritorno dalla battuta di caccia, con l'aquila catturata legata al retro della sella che apre le sue grandi ali trascinata nel vortice della cavalcata a formare quasi una scia che lega il cacciatore al cielo, e la volpe e il lupo uccisi che sobbalzano davanti al cacciatore che cavalca, in una scena che ricorda gli eroi dei manga giapponesi, oppure sali le scale accompagnato dai volti degli esclusi che ti guardano con quei loro sguardi incuriositi e nello stesso tempo assenti, persi in un loro mondo interiore. E' una casa viva, abitata, da Gino e dai visitatori, dal nipote Matteo, perfetto padrone di casa che una alla volta ti apre tutte le porte e poi ti lascia scegliere il luogo che preferisci per meditare davanti a tutta quella bellezza.
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7:41 PM
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