martedì, novembre 19, 2019

C'ERA UNA VECCHINA PICCINA PICCINA PICCIO'...

Mi piace fare la spesa nei negozi, piuttosto che nei supermercati perché si creano belle relazioni, si fanno chiacchiere, ci si impara a conoscere. Questa sera sono andata a comprare un po' di frutta al negozio che vende granaglie, farine, semi ma anche un po' di frutta e di verdura. Mentre si chiacchierava, con aria da cospiratore  il negoziante mi chiede se volevo due ovine fresche, di quelle nostrane, praticamente appena deposte. Come resistere? Questo non è periodo di uova, le galline normalmente non ne depongono se sono ruspanti. Quindi, visto che sono da sola, ne ho comprate tre (erano 6 uova, nulla di più), pensando che ne avrei fatto una frittatina. E arrivata a casa la frittatina l'ho dovuta fare davvero perché una delle uova si era crepata. E mentre la preparavo mi sono ricordata della filastrocca che mia madre ci raccontava mentre ci dava da mangiare quando eravamo piccoli piccoli:
"C'era una volta una vecchina piccina piccina picciò che aveva una gallina piccina piccina picciò. Un giorno la gallina piccina piccina picciò fece un ovino piccino pccino picciò. Allora la vecchina piccina piccina picciò fece una frittatina piccina piccina picciò ma venne una moschina piccina piccina picciò che si mangiò la frittatina piccina piccina picciò e la povera vecchina piccina piccina picciò restò senza la frittatina piccina piccina picciò."
Naturalmente ad un simile epilogo mio fratello e io spalancavamo la bocca per mangiare qualsiasi cosa mamma ci proponesse, non fosse mai che arrivasse la moschina piccina piccina picciò a mangiare il nostro cibo!

domenica, novembre 17, 2019

LA PRIMA NEVE

Metà novembre, quest'anno un clima piovoso, con tantissimi allagamenti un po' ovunque, ma questa notte, nonostante il vento di scirocco, eccola qua. Annunciata da diversi tuoni, improvvisamente un senso di freddo profondo mi ha fatto sbirciare dalla finestra ed eccola là, che scendeva copiosa.
Un amico, vedendo questa foto, ha commentato: non vorrei essere al tuo posto, ma lui è mediterraneo, detesta il freddo, e non conosce quel leggero senso di felicità che riempie il cuore ogni volta che comincia a nevicare.  Si torna bambini, quando la neve significava andare fuori ben coperti con lo slittino e correre su e giù per una collinetta vicino casa per tutto il pomeriggio, in realtà poche ore, visto che alle 4 è già buio, e tornare a casa con le guance rosse e le mani intirizzite e fare merenda con la cioccolata calda preparata dalla mamma. Ecco, forse è per questo che ancora il cuore si riempie di sorrisi e gli occhi di felicità ogni volta che nevica. O forse è tutto quel bianco e il silenzio che mettono pace, che per un momento nascondono i rovelli e i rumori.

mercoledì, ottobre 30, 2019

DELICATEZZA

Ci sono giornate che cominciano con piccoli fatti che ti riempiono il cuore di una strana, tenera, piccola felicità che ti accompagna per tutto il giorno e che ti fanno superare tutti i fastidiosi contrattempi che cercano in ogni modo di toglierti il buonumore. Arrivare al lavoro e trovare uno dei bagnini che amorevolmente guarda dentro una scatola di cartone e scoprirci dentro lui, questo piccolo passerotto che nella foga del volo non ha visto la porta a vetri e ci si è schiantato contro. Abbastanza intontito ma con niente di rotto, si è lasciato accarezzare, fiducioso, e si è lasciato mettere sul dito. Mi ha anche permesso di fargli diverse foto, senza alcuna paura, poi ha deciso che ne aveva abbastanza, ha spiccato il volo e se n'è andato infilando la porta, questa volta aperta,

venerdì, settembre 27, 2019

IO E LE MIE RUGHE


mercoledì, settembre 18, 2019

FRAGILITA'

Sessantacinque anni: età di passaggio che ufficialmente ti sposta nell'anzianitudine. E prima pensi ai vantaggi: gli sconti in treno, al cinema...Ti senti una pantera grigia, ancora piena di cose da fare, di energia, di voglia di scoprire nuovi orizzonti, di fare viaggi. Nuoti, fai camminate, cominci ad andare anche su per i sentieri di montagna, prima volta nella tua vita, insieme al gruppo di fotografia che frequenti assiduamente e non senti la differenza di età, non completamente almeno. Poi inciampi stupidamente e cadi male, non riesci a cadere bene perché in realtà i tuoi muscoli non fanno più il loro dovere e senti un dolore insopportabile alla schiena che non ti permette nemmeno di respirare. Ma resisti e anzi immediatamente ti butti in acqua e nuoti le tue 30 vasche, ma poi devi arrenderti: il dolore è troppo forte. Ti fai quindici giorni di punturoni e tenti anche di fare un po' di yoga nella speranza che ti aiuti ad allentare quella morsa alla schiena che quasi non ti fa camminare nè girare nel letto e invece stai molto peggio e scopri che i muscoli non rispondono più come prima.. Però continui a nuotare e lavorare, ma poi devi arrenderti. Fai la risonanza ed il responso è quello che temevi e non volevi sentire: frattura di una vertebra lombare. E allora tutto cambia. Ti dicono che devi mettere il busto e devi stare tranquilla, non puoi più nuotare ne' fare sforzi. Ma come si fa? Però cerchi di fare la brava, ma ti senti improvvisamente fragile. E tutto cambia prospettiva: chi avrebbe dovuto essere al tuo fianco per sorreggerti è diventato più fragile di te e sei tu che devi sostenerlo...Forse non mi piace più così tanto invecchiare...

Però è passato un mese, il dolore è diminuito, oggi sono stata in piscina e ho cominciato a muovere un po' le gambe a dorso...forse ce la faccio...

giovedì, agosto 15, 2019

GINO COVILI

Lo scorso anno, grazie a una magnifica mostra suddivisa tra Castelluccio e Porretta, ho scoperto questo pittore, vicino per periodo, è scomparso a 87 anni nel 2005, e geograficamente: ha sempre vissuto a Pavullo del Frignano, in provincia di Modena.
Sono rimasta folgorata dai suoi quadri, che raccontano un'umanità eroica, fatta di duro lavoro, di fatica, anche di povertà, ma appunto eroica, fiera, sempre dignitosa. Anche la natura che dipinge presenta la stessa fatica, la stessa eroica capacità di resistere. E' una natura capace di urlare attraverso i nodi delle sue cortecce e le braccia nodose dei suoi rami.
Particolarmente suggestivi, anche se a volte davvero crudi, i quadri sulla resistenza, a cui lui partecipò.  Ma bellissima e particolare anche la serie sugli esclusi che a volte ricordano alcune fotografie di Berengo Gardin e Carla Cerati scattate negli anni 60 nei manicomi. Poi ci sono i grandi quadri collettivi:  La processione, La formazione della cooperativa, La Festa da ballo...
Ho potuto rinnovare l'emozione provata davanti a quei quadri che ogni volta mi mostrano un particolare nuovo e dai quali fatico a staccare lo sguardo, visitando la casa di Gino, da lui costruita negli anni 70 e nella quale ha vissuto fino alla morte. Gli eredi, i nipoti che lì hanno vissuto con i genitori e i nonni, l'hanno trasformata in casa museo, ed è una casa viva, dove puoi sederti sul divano e lasciarti incantare dall'Ultimo eroe, di ritorno dalla battuta di caccia, con l'aquila catturata legata al retro della sella che apre le sue grandi ali trascinata nel vortice della cavalcata a formare quasi una scia che lega il cacciatore al cielo, e la volpe e il lupo uccisi che sobbalzano davanti al cacciatore che cavalca, in una scena che ricorda gli eroi dei manga giapponesi, oppure sali le scale accompagnato dai volti degli esclusi che ti guardano con quei loro sguardi incuriositi e nello stesso tempo assenti, persi in un loro mondo interiore. E' una casa viva, abitata, da Gino e dai visitatori, dal nipote Matteo, perfetto padrone di casa che una alla volta ti apre tutte le porte e poi ti lascia scegliere il luogo che preferisci per meditare davanti a tutta quella bellezza.

sabato, luglio 27, 2019

I GIRASOLI

Luglio, estate e i girasoli.
Una passeggiata in Toscana, a Borgo Sanlorenzo nella giornata più calda della settimana.
Tanta fatica ma quanta bellezza!