lunedì, marzo 04, 2019

POLAROID

"Ogni foto significa che so dove ero ogni minuto. Ecco perché faccio fotografie. E' un diario visivo".
Non so se nel mio caso è proprio così. O meglio, è così solo in parte. Io amo raccontare storie con le mie foto, non è solo il mio diario personale. Ma una passione con Andy la condivido: la Polaroid! Ne ho possedute diverse, misteriosamente scomparse nel tempo, buttate da altre persone durante i vari traslochi sostenuti, senza chiedermi se volevo conservarle o meno.
La Polaroid è la vera istantanea, scatti e subito dopo hai la tua stampa, meglio addirittura del telefonino! E non è vero che non sia riproducibile, basta avere un po' di pazienza e di tecnica.
Warhol fotografava tutti quelli che entravano alla Factory, amici, conoscenti, clienti. Non era solo una documentazione del momento ma era anche la base su cui lui poi lavorava elaborandole.
E Warhol è sempre stato uno degli artisti moderni che più mi hanno incuriosito, con tutta la sua corte di personaggi che hanno fatto la storia dell'arte, della fotografia, della musica degli anni 80: Robert Mappelthorpe, Patty Smith, Lou Reed, Nico, Basquiat, Keith Haring, persino una giovanissima Madonna...Anni incredibili in cui tutti questi artisti si ritrovavano a sperimentare nuove forme artistiche e nuovi materiali, non solo droghe di vario tipo e svariati approcci sessuali, in una New York straordinariamente viva, camminando sul lato selvaggio della vita!

giovedì, febbraio 21, 2019

LENSCULTURE

Non ho mai avuto spirito competitivo. La competizione mi scatena un'ansia insopportabile, perché ovviamente vorrei sempre essere la migliore, anche se poi so perfettamente di non esserlo, ed è proprio questo che mi disturba.
Comunque c'è questo concorso che riguarda il ritratto a cui partecipano alcune amiche. Ho visto le loro foto e il progetto che hanno presentato: potentissime! Io mi limito a partecipare con questa. E' un inizio, timido, tranquillo, poi vedremo.
Lui è il venditore di quarume, tipico cibo da strada siciliano consistente in un bollito di carni povere, tipo frattaglie e tutte le parti meno nobili degli animali, che viene poi messo in mezzo a un panino. L'ho fotografato a Catania, al mercato del pesce, e mi ha colpito per l'attenzione e la concentrazione con cui stava preparando la carne, calda e fumante, incurante del chiasso tutto intorno e anche del fatto che io fossi lì a due passi a guardarlo lavorare e a fotografarlo.
Se possibile, andate alla mia pagina facebook, qui, cliccate sulla foto che vi rimanderà a Lensculture, e cliccate "mi piace", grazie!

sabato, febbraio 16, 2019

CHIAROSCURO

E dunque, amo i contrasti. Mi piace il modo in cui la luce disegna i contorni, fa emergere particolari, fa esplodere i colori.
Da giovane avevo quasi paura dei colori forti, mi mettevano a disagio quelle zone scure da cui all'improvviso prorompevano macchie di colore che quasi facevano male agli occhi e che mi abbagliavano, non mi permettevano una visione nitida. Ora invece è proprio questa esplosione che mi rende chiare le cose, finalmente visibili nella loro essenza.

martedì, febbraio 12, 2019

LA TESTA TRA LE NUVOLE

 Leandro Erlich, Oratorio di S. Filippo Neri
Artefiera, Bologna

lunedì, febbraio 04, 2019

CHIUSO

Si chiude un pezzo di vita importante: chiudo lo studio privato. E con quello chiudo tanto, perchè non era solo il luogo della mia attività ma anche la mia bolla, dove rinchiudermi quando avevo bisogno di silenzio e solitudine.
Lascio lì non solo i mobili ma tutte le storie ascoltate, le lacrime asciugate e condivise, le risate, le persone belle e meno belle, perchè a volte si incontrano anche quelle.
Lascio telefonate che scaldavano il cuore e altre che facevano arrabbiare, lunghi incontri via skype, di lavoro e per amicizia.
Sarà davvero strano passare davanti al portone dove sono entrata quasi ogni giorno per 20 anni e non farlo più.
Mi mancherà questo luogo intimo.
Si apre un'altra stagione, un nuovo pezzo di vita che sarà molto diverso, con altri interessi e nuovi incontri, certo, ma per ora c'è solo una grande vertigine.

lunedì, gennaio 28, 2019

CATANIA

Una zingarata con gli amici dell'Accademia Immagini e Parole di Porretta: andare a fotografare il mercato del pesce di Catania andando e tornando in giornata. Sembrava un'impresa impossibile e solo per pochi, fortunati, pensionati. E invece...eravamo in 16, di tutte le età. Qualcuno ha preso un paio di giorni di ferie o ha spostato i turni. E Catania ci ha ricompensati della levataccia e della neve con una giornata bellissima, piena di sole e con l'Etna fumante ma tranquillo, dopo giorni movimentati.
Il mercato del pesce si apre come se fosse un palcoscenico: si entra da un vicolo dove la fontana O' linzolu ti dà il benvenuto e subito sotto si apre lo scenario di persone, pesci, colori, odori, voci. A volte non si capisce chi vende e chi compra, tutti parlano, commentano, guardano, indicano.
Ma tutti si sono accorti di questo gruppo singolare di persone armate di macchine fotografiche che non compravano ma che fotografavano pesci, persone, luoghi...Dopo 10 minuti tutti sapevano da dove venivamo e cosa stavamo facendo e allora è stato puro divertimento perchè tutti hanno cercato di dare il meglio di sè, senza mettersi in posa, ma lasciandosi fotografare mentre sistemavano le bancarelle, vendevano o semplicemente parlavano tra di loro, in un'atmosfera rilassata.  E io mi sono immersa nella musica del dialetto e nei colori e nelle forme dei pesci, nella luce e nelle ombre dei tendoni e delle strutture che circondano il mercato.
L'album delle foto è visibile qui

mercoledì, gennaio 02, 2019

Il primo regalo

Il 2019 inizia con un inaspettato quanto bellissimo regalo.
Un incontro incredibilmente fortuito ma per quanto breve davvero pieno di sorprese.
Io sono davvero molto ignorante in fatto di musica classica, ma sono onnivora, nel senso che ascolto di tutto e cerco di interessarmi e di capire. E ho avuto la fortuna di conoscere un grande direttore di orchestra, enfant prodige e figlio d'arte che in una chiacchierata di mezz'ora non solo mi ha fatto conoscere un moderno compositore, ma mi ha anche spiegato la corrente musicale a cui appartiene. Mi ha parlato di minimalismo, e non avrei mai e poi mai immaginato che in musica potesse esistere un tale movimento. E soprattutto non avrei mai immaginato che il minimalismo musicale potesse piacermi! E invece...ecco qui Max Richter e i suoi Woolf Works ispirati ai romanzi di Virginia Woolf.
Il direttore d'orchestra è Oleg Caetani e per me è un grandissimo onore averlo conosciuto.