venerdì, marzo 26, 2010

Primavera

Che dice la pioggerellina di Marzo?


Angiolo Silvio Novaro





Che dice la pioggerellina

di marzo, che picchia argentina

sui tegoli vecchi

del tetto, sui bruscoli secchi

dell’orto, sul fico e sul moro

ornati di gèmmule d’oro?



Passata è l’uggiosa invernata,

passata, passata!

Di fuor dalla nuvola nera,

di fuor dalla nuvola bigia

che in cielo si pigia,

domani uscira’ Primavera

guernita di gemme e di gale,

di lucido sole,

di fresche viole,

di primule rosse, di battiti d’ale,

di nidi,

di gridi,

di rondini ed anche

di stelle di mandorlo, bianche...



Che dice la pioggerellina

di marzo, che picchia argentina

sui tegoli vecchi

del tetto, sui bruscoli secchi

dell’orto, sul fico e sul moro

ornati di gèmmule d’oro?



Ciò canta, ciò dice:

e il cuor che l’ascolta è felice.

Che dice la pioggerellina

di marzo, che picchia argentina

sui tegoli vecchi

del tetto, sui bruscoli secchi

dell’orto.

sabato, febbraio 27, 2010

Invictus



Io sono il capitano della mia anima.
Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo piu' profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio quali che siano gli dei per la mia inconquistabile anima.

Nella morsa della circostanze,
non mi sono mai tirato indietro,
ne' ho pianto.

Sotto i colpi d'ascia della sorte,
il mio capo sanguina,
ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime,
l'orrore delle ombre,
e la minaccia degli anni
non mi trovano,
e non mi troveranno spaventato.

Non importa quanto sia stretta la porta...
quanto piena di castighi la vita.

Io sono il padrone del mio destino.
Io sono il capitano della mia anima. 


Un bellissimo film sulla fratellanza, sul superamento di barriere che si ritengono insormontabili e che invece possono essere superate attraverso una passione comune che può diventare, per quanto piccola sia, il comune denominatore di una intera nazione.
L'amore e l'orgoglio per la propria nazione, nonostante tutto, non sono sentimenti da disprezzare.

giovedì, febbraio 04, 2010

La prima cosa bella


Ieri sera, invogliati da Sandra, amica cinefila, abbiamo deciso di andare con lei al cinema. In un qualche modo dobbiamo ricominciare a vivere, altrimenti rischiamo di rimanere intrappolati dentro il nostro dolore, dentro il nostro lutto. Sandra era un po' perplessa, avendo letto la trama, noi eravamo pressochè ignari. Ed è stato una piacevole sorpresa. E' la storia di un figlio che costretto dalle circostanze torna a casa per aiutare la sorella ad assistere la madre morente di cancro nelle ultime settimane di vita che le restano e attraverso i ricordi si riconcilia con lei ma anche con sè stesso. E' una bella storia di amore, anzi, di amori: quello della madre per il padre, nonostante la gelosia e la violenza di lui, di amore per i figli, al punto da nascondere persino a sè stessa certe umiliazioni, certe violenze da parte degli uomini ma anche dalla stessa sorella, di amore dei figli verso la madre, che decidono di riportarla a casa dall'ospedale e di oganizzarle una festa di nozze con l'uomo che comunque l'ha sempre rispettata e difesa e capita. E c'è il profondo amore per la vita di questa madre che nonostante tutte le vicissitudini, la fatica di vivere, la ribellione di un figlio amatissimo ma molto chiuso, riesce comunque sempre a vedere i lati belli della vita, riesce a continuare ad amare profondamente e a capire i propri figli e a perdonarli.
Sandra temeva che, davanti alla situazione di malattia, avremmo potuto soffrire, invece è stato consolante rivedere sullo schermo le nostre scelte. La sera che Lucia è morta, subito dopo la sua morte la casa si è riempita di suoi e nostri amici e abbiamo vegliato per lei recitando il rosario e cantando, e lo stesso è stato due giorni dopo al suo funerale: non applausi, ma tanti canti gioiosi, una messa pasquale come lei avrebbe voluto, e dopo una vera festa a casa, con gli amici più amati, con tutta la famiglia riunita, una famiglia allargata anche a chi non ha con noi legami di sangue, ma di affetto. Lo stesso abbiamo ritrovato in questo piccolo film, che non è un capolavoro, ma che con pudore, in punta di piedi, anche con ironia, parla di grandi sentimenti e di scelte coraggiose.

sabato, gennaio 30, 2010

La buona sanità

A volte si ha davvero soddisfazione a pagare le tasse! nel nostro caso ne abbiamo avuto un ritorno veramente straordinario.
Da quando Lucia si è ammalata non abbiamo mai dovuto preoccuparci di quanto avremmo speso per tutte le cure che ha dovuto sostenere, anche per quelle avute, per ben due anni, fuori regione. Non abbiamo mai speso nulla per le risonanze e le tac, nè tantomeno per il piccolo catetere venoso sottocute che le ha permesso di fare tutte le terapie infusionali rispettando le sue vene, "giocattolino" del costo di circa 6oo €, e che le ha permesso una vita assolutamente normale, come fare la doccia e andare anche in piscina e al mare nei periodi in cui non doveva sottoporsi alle terapie. Le stesse chemioterapie avrebbero dei costi esorbitanti, addirittura di migliaia di euro, se non ci fosse un Sistema Sanitario Nazionale.  E grazie all'ASL abbiamo potuto tenere a casa Lucia nell'ultimo periodo della sua vita, supportati in tutti i modi. L'azienda sanitaria locale ci ha fatto avere tutti gli ausili necessari: il letto con le sponde e la "capra", cioè il supporto per aiutarla a sollevarsi a sedere sul letto, la carrozzina con il poggiatesta, supertecnologica, l'ossimetro per tenere sotto controllo la saturazione di ossigeno, la sedia girevole per permetterle di entrare nella vasca da bagno senza dover fare la fatica di scavalcare il bordo della vasca, la bombola dell'ossigeno, tutto il materiale per le medicazioni, tutto ciò che serviva per la terapia infusionale e per la nutrizione parenterale (una sacca per la nutrizione costa diverse centinaia di euro e se ne usa una al giorno), addirittura i pannoloni. Ma soprattutto siamo stati supportati ogni giorno da personale infermieristico estremamente professionale ed estremamente umano, che ha partecipato emotivamente con noi a tutta la vicenda di nostra figlia, che non ci ha lasciati mai soli e ha sempre risposto con sollecitudine ed affetto ai nostri bisogni, al punto da sollecitare personalmente anche una visita del neurochirurgo, a domicilio, per medicare meglio Lucia.
Ci potrebbe essere l'obiezione che essendo medici entrambi, Marco e io, probabilmente si sono dati da fare di più che in altre situazioni. Non è così. Se il medico curante dell'ammalato è un medico attento, che vuole davvero seguire i suoi pazienti e non solo imbrattare delle carte, allora le cose funzionano molto bene, lui coordina e dirige tutta l'equipe, richiede gli esami, decide le terapie e le consulenze degli specialisti e gli infermieri eseguono, proprio come se fossero in un reparto ospedaliero: portano i farmaci, mettono e tolgono le flebo, fanno le medicazioni. Inoltre, per i primi 40 giorni gratuitamente, sono venuti ogni giorno gli assistenti domiciliari che  aiutano e consigliano i parenti nella gestione del paziente allettato (come muoverlo, come cambiarlo e lavarlo e così via). Allo scadere dei 40 giorni, a seconda delle possibilità economiche della famiglia, il servizio viene erogato a pagamento oppure passa in gestione al Comune, ma la cooperativa è la stessa, e quindi gli operatori sono gli stessi. Anche gli assistenti hanno sempre fatto il massimo per Lucia, sono sempre stati di una gentilezza e delicatezza con lei veramente grande, per non metterla in imbarazzo e sempre molto attenti ad aiutarmi quando era necessaria una mano in più.
Tutta questa attenzione, questa dedizione, questa professionalità sono state erogate con soldi pubblici, non abbiamo avuto bisogno di rivolgerci ad associazioni private, per rispondere a bisogni importanti dei cittadini. Si tratta di una assistenza praticamente ospedaliera, ma a domicilio, che per i pazienti può significare un comfort maggiore che in ospedale (ad esempio poter mangiare le cose che si desiderano agli orari che si preferiscono), e significa avere sempre il conforto dei famigliari sempre vicini. Per l'azienda sanitaria locale il costo di tutto è sicuramente inferiore a quello di un ricovero ospedaliero.
Ora, se qui a Bologna è possibile avere una assistenza così qualificata senza dover spendere un euro, perchè in tante altre regioni non è possibile?
Se ci fosse una preponderanza della sanità privata, come succede in molte altre regioni italiane, anche del Nord,  i costi per i pazienti sarebbero altissimi, tutto sarebbe a loro carico, molti non potrebbero curarsi.
Il modello americano, legato alle assicurazioni private, è un modello ingiusto, che non copre mai completamente i pazienti, anzi, li lascia soli proprio quando invece hanno più bisogno.
Facciamo in modo che il Servizio Sanitario Nazionale resti pubblico!

giovedì, gennaio 28, 2010

Lucia


Oggi è stata una bellissima serata!
E' bello vedere i propri amici riuniti tutti insieme, è bello vedere tutti ridere e divertirsi insieme!!
Molto spesso non si pensa a quanto possono essere importanti i propri amici...solo quando è troppo tardi ce ne rendiamo conto!
Dopo tutto quello che ho passato e che sto passando mi sto rendendo sempre più conto che gli amici sono una delle cose più importanti nella vita!! E non solo di questo mi sto accorgendo ma che nella vita ci sono molte cose superflue e che queste cose vanno eliminate perchè sono false cose importanti!! Ad esempio molti atteggiamenti, molte cose che ci sentiamo dire bisognerebbe lasciarle passare avanti, farle scorrere via come se neanche ci toccassero...perchè se ci facciamo toccare da tutte le cose che ci sentiamo dire ogni giorno non abbiamo la speranza di poter andare avanti...
Inoltre bisogna vivere la realtà perchè se si vive immaginando/sperando in cose impossibili non si vive la vera vita...
Forse è stupido da dire o da pensare ma dopo l'improvvisa morte di mio nonno e il mio ammalarmi, ho capito che non si può dare nulla per scontato e che non si ha tempo per rimandare le cose perchè se le cose si rimandano va a finire che poi quando ti decidi a farle è troppo tardi...e che non avrai più l'occasione per dire ciò che avevi nel cuore e che a volte ci si tiene dentro per pigrizia o perchè viene dato per scontato...
Lucia, 27 aprile 2008, la sera prima della sua prima chemioterapia.

Lucia si è spenta lunedì 25 gennaio 2010, esattamente 2 anni dopo la morte del nonno.

giovedì, ottobre 29, 2009

Fotografie

In un momento come questo di fatica e di sospensione del tempo, tutta incentrata solo sui due momenti che ora scandiscono le mie giornate: i due colloqui giornalieri con gli anestesisti e la visita serale a Rudolph, che ora usurpa il mio aka, bella addormentata in ospedale, riempio il mio tempo inscatolando la mia casa, per poterla rimettere in ordine.

Da una settimana vivo come anestetizzata, quasi che i farmaci che scorrono nelle vene di mia figlia si fossero espansi anche al mio circolo sanguigno, al mio cervello, ai miei nervi.
Ma è bastato cominciare a inscatolare le fotografie per ricominciare a sentire. Quante foto, da quelle che mi sono portata via dalla mia famiglia di origine a quelle scattate con questa mia famiglia. Tante occasioni, grandi e piccole, ufficiali e non. Ci sono le foto dei bambini piccolissimi, appena nati, ci sono foto scattate in casa nei pomeriggi d'inverno mentre loro giocavano, assorti oppure abbracciati ai loro pupazzi. Ci sono le vacanze, solo noi cinque o con amici, in tanti posti in Italia e all'estero. Ci sono foto in cui qualcuno ha il broncio o piange, ma quasi tutte sono foto di persone sorridenti, che spesso stanno abbracciate o si danno la mano.
Ci sono le foto all'eremo, sempre con tanti amici, a tavola e fuori, intenti a leggere o a giocare a calcio o a chiacchierare. Ci sono le foto con i parenti, gli zii, i cugini, i nonni.
E piano piano, mentre mettevo via questo tesoro inestimabile, ho realizzato quanto bella è la mia vita, felice e piena, e sono grata per tutto, anche per quello che ci sta capitando ora, perchè tutti quei visi sorridenti e felici sono ancora con noi a riempirci di affetto.


nella foto: mia nipote, mia sorella e mia madre.

giovedì, ottobre 22, 2009

Qualche notizia

Nel momento in cui credevamo che l'avremmo persa per sempre, si è aperto un piccolo spiraglio: i neurochirurghi di casa, qui a Bologna, hanno accettato di operarla! Detto e fatto, 15 giorni fa il ricovero per rimetterla un po' in sesto, e ieri, finalmente, dopo momenti anche drammatici perchè è stata molto male, è entrata in sala operatoria. 12 ore di attesa, tra lacrime, ricordi, risate, telefonate ed sms e preghiere, proprio tante preghiere, nostre e di tantissimi amici che ci sono stati davvero tanto vicini. E tanto vicino ci è stato anche tutto il personale del reparto dove era ricoverata, con un affetto che va oltre i loro doveri di assistenza. L'intervento è stato lunghissimo, cominciato alle 11 del mattino e terminato oltre la mezzanotte, con tante complicazioni e momenti, ce lo hanno raccontato poi i chirurghi e gli anestesisti, veramente drammatici. Ora dorme in terapia intensiva, sedata dai farmaci, per permettere che le sue condizioni si stabilizzino. Potremo vederla solo nel pomeriggio, e solo per un momento.
Dormi figlia, riposa e acquietati, che la battaglia è ancora lunga!