lunedì, ottobre 29, 2007
sabato, ottobre 13, 2007
Crescere!
E così ci siamo trovati davanti all'ennesimo atto educativo della nostra vita di genitori! Questa volta ci siamo trovati davanti alla fatidica domanda: domani posso dormire a scuola con la Sally, visto che c'è l'occupazione?
Ora, dell'occupazione in casa se ne era già parlato lungamente. Rudolph è rappresentante di istituto, e in casa si era parlato molto delle peripezie che l'Istituto d'Arte che lei frequenta sta attraversando in questo momento. I ragazzi hanno ragioni da vendere per protestare contro la Provincia che in questi anni si è intestardita a cambiare sede all'istituto, confinandoli in una scuola che da sempre si sapeva insufficiente per il numero di alunni che l'avrebbero frequentata, visto l'accorpamento tra Istituto d'Arte e Liceo Artistico nel tentativo di creare un unico polo artistico, e inadatta come spazi, vista la necessità di grandi e molti e diversi laboratori. La suddetta Provincia poi, visti gli spazi insufficienti, aveva promesso nuove aule in una vicina succursale, che avrebbero dovuto essere pronte ai primi di settembre e invece non lo saranno nemmeno quest'anno, con innumerevoli disagi per un intero corso che dovrà continuare nel vecchio Liceo Artistico, in scomoda coabitazione con un'altra scuola. Da genitori ex sessantottini quali siamo, avevamo caldeggiato forme di protesta di vario genere, ma non certo una occupazione che a nostro parere non ci sembrava adeguata, e che poteva ritorcersi contro i ragazzi se avesse portato danni alla scuola. Ma si sa, i ragazzi da sempre preferiscono l'occupazione e così..
A quel punto mio marito e io ci siamo lanciati, alla domanda innocente di nostra figlia, in un no, non siamo d'accordo, motivando con le argomentazioni più ragionevoli di questo mondo il nostro diniego, ma sotto sotto sapendo bene che il timore più grosso erano certe intimità che ai nostri tempi, nel nostro liceo, in seguito alle occupazioni, comportarono un certo incremento demografico. La fanciulla, più caparbia di un mulo, e soprattutto più furba di una faina, ci tallonava da vicino, cercando di farci cambiare idea, quando, all'improvviso, ho avuto una folgorazione! E così sono venute fuori le parole magiche! Testualmente, le ho detto, sotto lo sguardo prima allibito e poi complice di mio marito: Noi non siamo d'accordo che tu resti a dormire a scuola, considerato anche il fatto che tu, all'assemblea, ti eri dichiarata contraria a questa forma di protesta. Ma siccome sei maggiorenne decidi tu cosa è più adeguato fare. Speriamo solo che la tua decisione sia dettata da un reale impegno nei confronti della scuola e non certo dal semplice desiderio di fare baldoria.
Da non crederci, ci ha pensato su e alla fine è rimasta a casa!
E vigliaccamente noi abbiamo tirato un respiro di sollievo, ma di nascosto, però!
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sabato, ottobre 06, 2007
Guidando...
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lunedì, settembre 24, 2007
Un tè alla salvia

Prosegue la mia "esplorazione" delle scrittrici orientali. In questo caso si tratta di una scrittrice giordana che vive in Inghilterra dal 1984 e che è molto impegnata sul tema della tutela dei diritti civili delle donne nei paesi musulmani.
Al di là della storia, è interessante come viene descritto il sentimento di estraniazione di chi vive in un paese di cultura completamente diversa da quello di origine e la fatica ad integrarsi. Salma, la protagonista, parla di sè come di un'aliena rispetto alla cultura inglese, alla quale però cerca di uniformarsi, pur rimanendo perplessa davanti a certe abitudini.
Di ciò si discuteva qualche tempo fa con un carissimo amico australiano, qui in Italia da diversi anni, che doveva decidere se tornare a casa o meno. Anche lui si sentiva "estraneo", non più australiano, ma non completamente italiano, diviso tra gli affetti lasciati là e quelli cominciati qui. E non è solo questione di affetti, ma anche di cultura, di modi di vivere. E se fra occidentali le differenze sembrano essere molto piccole e comunque si è uniti da una storia comune, tra occidente e oriente invece c'è ancora tanta strada da percorrere per conoscersi e capirsi.
Fadia Faqir, Un tè alla Salvia per Salma, trad. di Valeria Bastia, ed. Guanda, 266
pgg.
Sempre a proposito di libri, in questo mio "ritiro" porrettano mi sono anche concessa un piccolo divertimento: La sindrome di Brontolo, di Stefano Bollani, che per un momento ha lasciato il pianoforte per scrivere un divertente nonsense, molto piacevole.
Chissà perchè tutti si dimenticano sempre il nome di uno dei nani, sempre solo uno, quello che ha una connotazione positiva nel nome, mentre si ricordano sempre solo i nomi dei nani che racchiudono un difetto.
Stefano Bollani, La sindrome di Brontolo, ed. Baldini Castoldi Dalai, pgg.88
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sabato, settembre 22, 2007
Catene
3. Piscina. Ho sempre amato molto nuotare e ho cominciato prestissimo ad andare in piscina a causa di un inizio di scogliosi. Il mio sogno è sempre stato avere una piscina tutta per me senza nessuno che ti spruzza o che ti sbatte contro. Questo sogno in parte si è realizzato quest'anno alle terme: quando vado in piscina, a fine lavoro, non c'è più nessuno e io nuoto e nuoto e nuoto senza nessuno che mi disturbi! E per giunta l'acqua è calda!
4. Sport. Ne ho praticati tanti. Oltre il nuoto, ho giocato a tennis, ma ho smesso perchè sono molto scarsa e ho dei problemi a giocare senza occhiali. Ho giocato a pallacanestro, in una squadra di serie C, divertendomi moltissimo. Ho smesso quando sono andata all'università perchè dovevo studiare. Ho fatto body building, ma non in maniera estrema, perchè è divertente fare gli esercizi aiutandosi con macchine e pesetti. Ho praticato acqua gym, perchè fare esercizio in acqua è molto più efficace della palestra e si sente meno la fatica, e poi l'acqua è il mio elemento preferito. Mi piace andare in bicicletta e anche camminare a passo veloce. Ho imparato a sciare al liceo, ma non è proprio il mio sport preferito: sono rimasta a livello della curva elementare e devo dire che scio sempre con una certa apprensione, preferisco di gran lunga giocare con lo slittino. Da un anno pratico yoga con enorme passione e soddisfazione.
Non seguo nemmeno uno sport alla tv, non sono un tipo contemplativo!
5. Cucina. Adoro cucinare e pure mangiare. Mi piace esplorare le cucine altrui, vale a dire tutto ciò che non è la classica cucina emiliana, dalle altre cucine regionali fino a quelle straniere. E' un ottimo modo per entrare in contatto con le altre culture.
6. Radio. Sono una radiodipendente! Accendo la radio appena mi alzo, al mattino presto e, tranne quando lavoro, la tengo sempre accesa. Sono sempre sintonizzata sulla stessa frequenza, un po' per pigrizia e un po' perchè i programmi e la musica trasmessi non sono poi così tremendi, tranne alcune volte...
7. Foto. Da quando ho la macchina digitale mi diverto moltissimo a fotografare qualsiasi cosa! Prima o poi mi deciderò a fare un corso serio per imparare a fotografare senza tagliare teste o piedi o per centrare meglio i soggetti, e soprattutto per imparare a non sbagliare l'illuminazione!
8. Libri. Sono una lettrice accanita, ma non sono mai stata capace di fare una citazione!
E voilà, ecco qua 8 mie caratteristiche! Adesso devo trovare ben 8 persone a cui scaricare l'incombenza! Bene, direi allora di passare il testimone a: Arsenia, Galadriel, Psicopanda, mio fratello, ladygabibbo, nonsisamai, copyman e Giuliana mammaincorriera.
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sabato, settembre 08, 2007
Settembre

E' arrivato settembre e il bosco comincia a cambiare colore. In mezzo al verde ormai scuro si intravedono alberi giallo oro, altri cominciano a mostrare fantastiche sfumature rosse. Nell'aria si sente il profumo dei funghi. La luce ora è diversa, il sole sorge più tardi e tramonta molto prima e durante il giorno, anche nelle ore più calde, c'è come una sfumatura diversa, limpida ma meno bianca, più rosata, quasi che il rosso degli alberi si riflettesse anche sulla luce del sole. Ora la notte fa decisamente freddo, a inizio settimana siamo arrivati a 4 gradi e sulla cima del Corno alle Scale c'era una bella spolverata di neve. Riesco a prendere un po' di sole solo nella pausa pranzo (ma sembro appena tornata dalla Sardegna!), quando esco dal lavoro verso le 6 il sole sta già nascondendosi dietro il monte, così non mi resta che trovare un posticino riparato e leggere. E allora ecco qua una piccola perla, una sorta di Paddy Clark della banlieu parigina, un piccolo antesignano dei fratellini di Malaussene, che vive a Belleville in un miscuglio di religioni e colori di pelle diversi. Si tratta di "La vita davanti a s
è", di Romain Gary, ed. Biblioteca Neri Pozza, 214 pagine di risate, qualche lacrima, molta tenerezza e tantissima tolleranza! Ringrazio la mia amica Marta per avermelo regalato!
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domenica, settembre 02, 2007
Vita sentimentale di un camionista

Traduzione di Maria Nicola.
Mi ha intrigato molto la scrittura di Alicia Gimenez-Bartlett. Pulita, senza fronzoli, a volte diretta quasi come un pugno.
Per Rafael, ossessionato dal cambiamento, le donne sono punti fermi a cui approdare. Ma nel momento in cui mostrano di essere autonome, capaci di scegliere e di cambiare, allora non gli piacciono più. E quando incontra una donna come lui, allora tutto il suo mondo esistenziale crolla lasciandolo profondamente stupito e ancora incapace di capire.
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