domenica, marzo 27, 2011

Colazione al museo

Parafrasando il film Colazione da Tiffany, con alcuni amici ci siamo ritrovati quasi a ora di pranzo alla Pinacoteca di Bologna.
La nostra Pinacoteca non è grande quanto gli Uffizi, ma è un piccolo, meraviglioso scrigno di opere d'arte. La nostra è stata una visita "di assaggio", durata comunque un paio di ore, per cui ci siamo soffermati solo su alcune opere d'arte, ma quanto splendore! La nostra visita è iniziata con il S. Giorgio e il drago di Vitale da Bologna per poi proseguire nelle varie sale fino all'Estasi di S. Cecilia di Raffaello, e poi tornare indietro alla sala dove si trova la pala di Giotto. In questo percorso un po' disordinato abbiamo trovato piccole perle come L'ultima cena di El Greco, o grandi perle (per le dimensioni!) come L'adorazione dei pastori di Luca Cambiaso, con una luce quasi caravaggesca.
Peccato che i tagli dei fondi si rendano evidenti nella mancanza dei "confort" che oramai si possono trovare in tutti i musei, e che rendono le visite più appetibili: il bookshop è chiuso, non è possibile allungare gli orari delle visite, permettendo almeno una sera alla settimana la visita serale prolungata fino alle 22, non c'è la possibilità di fare una buona campagna pubblicitaria o di creare eventi che possano attirare persone e fare conoscere Bologna anche per questa preziosa raccolta di arte, e non solo per la sua cucina.
Altra situazione quella del Museo del '900 a Milano, nuovissimo, aperto meno di un anno fa a Milano, in piazza Duomo, a fianco di Palazzo Reale. Ho avuto la possibilità di visitarlo un sabato sera, dalle 20 alle 22,30, in un bellissimo percorso a spirale che va dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo fino alle famose tele tagliate di Fontana e alla installazione luminosa che occupa l'ultimo piano del museo.
Il pensiero che mi è venuto è che forse oggi si tende a focalizzare l'attenzione solo sull'arte moderna, più vicina a noi per quanto riguarda la comprensione delle opere (per quanto io ad esempio abbia molti problemi con l'arte concettuale...), dimenticando che gli artisti, quelli veri, non prescindono mai da chi li ha preceduti. Ne conoscono l'opera, la metabolizzano, la trasformano e la ripropongono reinterpretata, modernizzata. Non dimentichiamoci perciò dell'antico, la nostra storia è partita da lì, si è evoluta in quel modo: andiamo a vedere com'era, scopriamone l'incredibile bellezza.
E meditiamo sulla capacità degli artisti che in assenza di mezzi tecnologici riuscirono ugualmente ad arrivare a intuizioni incredibilmente moderne che sono riuscite ad arrivare intatte fino a noi.

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