domenica, marzo 11, 2018

E' cucina

Un sabato sera un po' speciale, insieme agli amici più cari per salutare momentaneamente Bologna alla vigilia del solito trasferimento a Castel di Casio e Porretta, siamo andati al ristorante. In centro. Su consiglio di diverse persone, diversissime tra loro e che nemmeno si conoscono.
Fare un po' fatica a prendere la comunicazione al telefono per poter prenotare, ma alla fine riuscirci e più tardi capire perchè.
Andare sul sito dello chef e scoprire che quando parla delle verdure, e dei cavoli in particolare, vista la stagione, dicendo le cose che io ho sempre pensato ed amandoli come li amo io rende le aspettative ancora più grandi.
Entrare in qualcosa che può sembrare un garage, poi un negozio di frutta e verdura e poi un deposito di biciclette bianche e rosse, ma con la cucina a vista tutta rivestita di piastrelle multicolori che ricordano edifici marocchini, accolti da una cameriera gentilissima ed estremamente professionale...Ecco, mi sono innamorata prima ancora di mangiare! E' il luogo accogliente dove andare a festeggiare le ricorrenze di famiglia, che può accontentare tutti con i tre menù a sorpresa: uno di carne, uno di pesce e uno vegetariano. E può accontentare tutti perché è composto di 3 portate più il dolce, ma ci si può fermare anche solo alla prima portata, se uno vuole. E il costo è comunque ragionevole. E non è necessario vestirsi da sera.
Le materie prime sono più che eccellenti, le portate ben calibrate, i contorni comunque non mancano e sono di stagione, il pane è freschissimo e gustosissimo: pane integrale, pane cafone e pane alla curcuma...dunque in questo luogo c'è la regola del tre, penso. E quando arriva il momento del dolce...sorpresa! La regola è rispettata: i dolci sono tre.  Non svelo quali erano, ma nella foto c'è un suggerimento di almeno uno dei tre...gli altri li avevo già mangiati!
E mentre si cenava, il locale, molto grande,  si è riempito come un uovo, alle 10 di sera ancora arrivava gente per cenare, e allora ho capito perché convenga telefonare sempre verso l'orario di chiusura: prima non c'è il tempo nemmeno per respirare. E nonostante questo l'atmosfera in cucina è allegra, si  sente ridere, si vedono i camerieri arrivare sorridenti. E anche questo è importante: il cibo preparato con amore e offerto con gioia non può fare male.
E oggi, raccontando a mia madre l'esperienza e dicendole il nome dello chef, nuova sorpresa: lei lo conosce! Perché è lo chef che partecipa alla trasmissione di Antonella Clerici! Ma in questo io sono molto ignorante!
E comunque, caro chef Cesare Marretti, siamo stati davvero bene, abbiamo mangiato cose molto buone e sicuramente torneremo molto presto per consolidare questa nuova amicizia. Grazie!
Ah, cosa ho mangiato? Bè, non credo sia determinante: comunque è stato tutto davvero perfetto!

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